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Guidarello Guidarelli: storia dell’uomo di marmo

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Lastra tombale di Guidarello Guidarelli (Mar - Museo d'Arte della città di Ravenna)

Qualche tempo fa ho visitato Ravenna con mia madre, che non veniva in città da qualche anno. Si ricordò di una Pinacoteca dove aveva visto la statua di un soldato che l’aveva colpita molto. Stentavo a credere a quella coincidenza: “Ma stai parlando del Guidarello?!?”

Era da qualche tempo che ne sentivo parlare, in quanto oggetto di una delle sezioni del MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna.

Delle tante opere esposte nel museo, era forse quella che più bramavo di vedere. L’aura intorno alla lastra tombale di Guidarello Guidarelli è percepibile prima che la scultura venga vista.

La suggestione inizia quando si scopre dell’esistenza di una leggenda che lo riguarda: se una ragazza bacia le labbra del guerriero, si sposerà entro l’anno e, se è già stata maritata, avrà un figlio entro dodici mesi.

Oltre alla leggenda, che ha creato un vero e proprio mito intorno alla sua bianca effigie, il Guidarello suscita l’interesse di molti anche per altri misteri che lo riguardano.

Il primo è legato all’autorialità della statua, che ha fatto sorgere molti dibattiti, mentre il secondo riguarda la storia della sua vita, o meglio, della sua morte.

Lastra tombale di Guidarello Guidarelli (Mar - Museo d'Arte della città di Ravenna)
Lastra tombale di Guidarello Guidarelli (Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna) | Foto © Archivio Ravenna Turismo

Chi era quindi Guidarello?

Nato a Ravenna intorno alla metà del XV secolo, Guidarello fu nominato cavaliere del Sacro Romano Impero nel 1468, ancora giovanissimo.

Ai suoi tempi Ravenna era sotto l’influenza veneziana e quindi più volte combatté nelle fila della Serenissima, per la quale faceva anche da informatore. In seguito, combatté anche per Papa Alessandro VI e, infine, per suo figlio illegittimo Cesare Borgia.

Era per una di queste campagne belliche che nel 1501 Guidarello si trovava a Imola, durante il periodo del carnevale quando trovò la morte.

A lungo la sua causa restò ignota, e nacquero diverse leggende.

Si può leggere, ad esempio, che forse venne fatto decapitare da Borgia a causa del suo ruolo di informatore per la Repubblica di Venezia, oppure che spirò a causa di un duello scoppiato per amore. Quest’ultima notizia pare oggi poco verosimile: forse venne diffusa per alimentarne il mito romantico.

La versione che oggi è più accreditata non è comunque meno curiosa di queste. Stando ad un frammento ritrovato nel 1930 in una cronaca del tempo, sembra che, in occasione di un ballo in maschera, il guerriero avesse prestato una camicia ornata d’oro a un certo Virgilio Romano e che questi, non volendogliela rendere, lo uccise. Il Duca vendicò poi l’ingiusta uccisione del Guidarello e fece uccidere Virgilio Romano.

Ecco l’antico testo da cui è stata tratta la notizia:

Miser Guidarello da Ravenna, soldato dignissimo del duca, abiando imprestato una sua camisa a la spagnola, de lavori d’oro, a Virgilio Romano a Imola, per farsi mascara, e non je la volendo rendere e cruzatosi con lui, el ditto Virgilio lo amazollo; el Duca li fé tajare la testa.

Durante una lunga agonia, Guidarello riuscì a dare disposizioni alla moglie per il suo rito funebre, chiedendo che una sorta di commissione composta da sei umanisti decidesse come investire 600 ducati per la costruzione della sua tomba.

Lo scultore più accreditato della sua lastra funebre è Pietro Lombardo, autore anche della lastra raffigurante Dante nel monumento a lui dedicato. Nel 1525 gli vennero pagati 350 ducati per il restauro della cappella di San Liberio nella Basilica di San Francesco, dove il sepolcro ebbe collocazione fino alla metà del XVII secolo.

Basilica di San Francesco (Ravenna)
Basilica di San Francesco (Ravenna) | Foto © Archivio Ravenna Turismo

Oltre al nome di Tullio Lombardo, erano stati fatti altri nomi in precedenza, come quello di Giacomello Baldini o del padre Pietro Lombardo, già attivo a Ravenna (sono suoi, ad esempio, i basamenti delle colonne di Piazza del Popolo).

Probabilmente ci dovremo accontentare di rimanere nell’incertezza: forse, oltretutto, non fu solo un “maestro” ad aver liberato il Guidarello dal marmo, perché spesso alla realizzazione di una scultura contribuivano tutti i membri della bottega di un artista.

Come se non bastasse il mistero intorno all’autore della Lastra, negli anni Novanta due storici dell’arte hanno sollevato l’ipotesi che il Guidarello possa non essere l’originale, ma una copia di epoca romantica.

A sostegno di questa tesi possono essere i numerosi spostamenti subiti dall’opera: c’è infatti chi sostiene che l’originale possa essere stato sostituito con una copia in queste occasioni.

Xilografia del Quadrarco di Braccioforte, 1900 | Foto © Wikipedia.org

A metà del XVII secolo la scultura fu spostata da San Francesco al Quadrarco di Braccioforte, motivo per cui a lungo il cavaliere venne chiamato Braccioforte da chi faceva visita a Ravenna.

Nell’Ottocento venne poi collocato all’Accademia di Belle Arti, poi successivamente rimosso e messo al riparo durante la Seconda Guerra Mondiale in una villa in campagna.

Scampato il pericolo, tornò all’Accademia e rimase lì fino al 1972, quando fu collocato all’interno della Loggetta lombardesca di Ravenna, oggi sede del Museo d’Arte della città.

Chiara  Guerri

Chiara Guerri

Il viaggio è la mia dimensione, l'amore per la scoperta una delle sue forme.

A cura della Redazione Locale
E-mail: turismo@comune.ravenna.it

Data pubblicazione: 6 Ottobre 2018
Data revisione: 15 Febbraio 2022

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