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Comune di Ravenna

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Poeti e viaggiatori

“Ravenna sta come stata è molt’anni” (Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno XXVII)

Ravenna è una città magica. Lo splendore dei suoi capolavori artistici e architettonici, unito alla ricchezza del suo passato storico-politico e al forte protagonismo della natura circostante, fanno sì che questo crogiuolo di culture sia stato eletto, nelle epoche più feconde, a luogo d’incontro d’intellettuali, poeti, scrittori, artisti e viaggiatori.

Parliamo di grandi testimoni della nostra cultura, che qui hanno trovato ispirazione creativa, spunti di studio, pace per i propri occhi e cibo per la mente; dal Poeta per antonomasia Dante Alighieri, che qui scrisse il Paradiso e morì esule nel 1231, al Premio Nobel Dario Fo, che, nel 1999, provocando non poco scalpore, ha riscritto la storia di questa città.

O ancora, sono da ricordare i viaggiatori sentimentali, i poeti George Byron, che visse a Ravenna dal 1819 al 1821 e Oscar Wilde, che scoprì Ravenna in sella a un cavallo, nel 1877, fino a Thomas Stearns Eliott, che vi ambientò la sua straniante Luna di Miele (1916) e infine Gabriele D’Annunzio ed Ezra Pound. Tutti loro avevano questa città – e tutto ciò che essa rappresenta – nella penna: le forti radici nella Storia e nella Cultura antica sono state per tutti inesauribile scrigno di sentimenti e fonte d’ispirazione artistica.

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Ravenna ha poi regalato atmosfere, citazioni e testimonianze di vita colte agli scrittori Henry James, Hermann Hesse e Marguerite Yourcenar.

Città visionaria e di visioni, Ravenna ha stravolto ed emozionato con nuove inaspettate percezioni i padri della psicanalisi, prima Sigmund Freud (1869) e poi Carl Gustav Jung (1913-1933), nonché gli artisti che hanno trasferito su tela, o in musica, la sua magia immaginifica di luci, colori e forme. È il caso di Gustav Klimt (1903), pittore immortale, e di Cole Porter, uno dei padri del jazz americano.

In onore dei tanti intellettuali estimatori che hanno reso immortale questa città nel mondo, Ravenna ha creato due percorsi letterari − in via Mazzini e in Darsena, sulla passerella che corre lungo il Canale Candiano − con l’installazione di pannelli che riportano brevi riflessioni o brani scelti di molti di questi grandi autori.

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