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Comune di Ravenna

Il Moro di Venezia

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Immediatamente alla spalle della stazione ferroviaria di Ravenna, si innalza imponente, riflettendosi sulle acque del Canale Candiano, una grande barca a vela sospesa in aria quasi fosse una farfalla.

Molti turisti passeggiando da lì si chiedono cosa sia, sorpresi dall’imponenza della struttura: un grande albero maestro svetta nel cielo, quasi a toccare il cielo. Sotto di lui uno scafo rosso e nero, e sullo sfondo il blu della Darsena di città.

É il MORO DI VENEZIA, la storica barca dell’imprenditore Raul Gardini, protagonista nel 1992 in Coppa America.

STORIA DI UNA BARCA

Nel 1992 l’imprenditore e velista ravennate Raul Gardini, con il sostegno economico e tecnologico di Montedison, decide di intraprendere l’avventura velica della Louis Vuitton Cup.

Precedentemente aveva fatto costruire presso la Compagnia della Vela di Venezia il primo scafo denominato Il Moro (1990), a cui seguiranno nei due anni successivi altri quattro scafi con lo stesso nome, varati in Spagna e negli Stati Uniti.

L’ultimo di questi, ritenuto il più affidabile, prese parte alle regate della Louis Vuitton Cup proprio nel 1992. Il vincitore della competizione avrebbe poi sfidato ufficialmente il team statunitense per aggiudicarsi l’America’s Cup.

Il Moro, protagonista di un sogno indimenticabile, oggi è un monumento alla Vela e all’identità marittima di Ravenna.

Moro di Venezia | Foto © Carlo Borlenghi
Moro di Venezia | Foto © Carlo Borlenghi (www.carloborlenghi.com/)

IL MORO, OGGI

L’imbarcazione esposta a Ravenna è Il Moro III, forse lo scafo più veloce dei cinque fatti costruire al tempo in vista della Coppa America.

Dopo la storica competizione, Il Moro III fu acquistato da Diego Della Valle che nel 2008 lo cedette all’Autorità Portuale di Ravenna. Nel 2013 lo scafo fu trasferito accanto alla sede dell’Autorità, dove è rimasto fino al 2021.

Oggi spicca in testata della Darsena di Città, imponente e mozzafiato, per essere meglio visibile da cittadini e visitatori, nuovamente in rapporto con l’acqua grazie alla lunga prospettiva che il Canale Candiano gli offre.

LOUIS VUITTON CUP 1992

Nelle acque di San Diego (California) Il Moro, capitanato dallo skipper statunitense Paul Cayard, terminò la prima fase al 3°posto. Nella semifinale a seguire battè la giapponese Nippon Challenge e i francesi di Le Defi, restando sola a sfidare il favoritissimo team di New Zealand Challenge.

La finale partì male per gli italiani che in breve si ritrovano a un solo punto dalla sconfitta. Con quattro regate al cardiopalmo, quasi tutte conquistate con meno di un minuto di distacco, Il Moro riuscì, contro ogni pronostico, a ribaltare il punteggio e vincere la coppa.

Per la prima volta, in 141 anni di storia del trofeo, l’imbarcazione di un paese non anglofono poteva ambire alla Coppa America.

AMERICA’S CUP 1992

La finale iniziò il 9 maggio del 1992. Il team America³ era il grande favorito. Vinse difatti la prima regata con trenta secondi di vantaggio.

Il secondo confronto fu, invece, a favore degli italiani, che batterono gli statunitensi per una manciata di secondi, con una manovra da antologia, a pochi metri dal traguardo. Fu la prima vittoria di un’imbarcazione italiana in una finale di Coppa America.

Dopo altre quattro regate molto tese, Il Moro cedette il passo agli americani, che si aggiudicano il trofeo.

La spedizione italiana tornò a casa nel tripudio generale, cosparsa della gloria imperitura di chi ha compiuto comunque un’impresa epica.

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