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Venezia e Ravenna: un’eredità vecchia di secoli

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Dal 1441 al 1509 Ravenna visse sotto il dominio della Repubblica di Venezia.

I segni della dominazione veneziana sopravvivono ancora in città, incastonati tra gli strati delle varie epoche, ma se li li osserviamo da vicino ci fanno sentire il rumore dei canali e lo schiocco dei cavalli sui ponticelli di una volta.

Il ricordo più imponente è la Rocca Brancaleone, situata fuori dal centro storico. Essa è stata teatro della Battaglia di Ravenna che vide per la prima volta l’uso massiccio di artiglieria da campo.

Rocca Brancaleone, Ravenna
Rocca Brancaleone | Ph. @ Nicola Strocchi

Abbandonata per alcuni secoli, nel Novecento è stata recuperata e oggi ospita un grande parco, un’arena sotto le stelle e un punto ristoro.

Al centro del passeggio della città c’è Piazza del Popolo, pensata nelle sue forme attuali dalla Serenissima e da allora rimasta inalterata.
Il primo podestà ordinò di ricostruire il vecchio palazzo comunale facendolo ornare con stemmi, balconcini e ghiere in terracotta.

Piazza del Popolo (Palazzo Merlato)
Piazza del Popolo (Palazzo Merlato) | Foto © Archivio Comune di Ravenna

Di fronte al palazzetto furono erette due colonne simili a quelle in piazza San Marco a Venezia. Su quella più vicina al palazzo venne collocato un leone di San Marco, mentre l’altra sorreggeva il vescovo Apollinare, santo patrono di Ravenna.

La statua di sant'Apollinare, piazza del Popolo (Ravenna)
La statua di sant’Apollinare, piazza del Popolo (Ravenna) | Foto © magazine.unibo.it

Oggi il leone non c’è più, poichè fu sostituito dalla statua di San Vitale. Dalla parte opposta della piazza fu posto il primo orologio, sancendo la presenza dominante di Venezia in quei decenni.

Una delle stradine più belle del centro storico è senz’altro via Cairoli. Ospita negozi e punti gastronomici, oltre a Casa Loredan, forse dimora del primo podestà di Ravenna.

Tra le case d’età veneziana, Palazzina Diedo è forse la più graziosa. Conserva il cotto ruvido della facciata oltre al balconcino sul quale s’affaccia l’arco d’ingresso, sul quale rimangono scolpite le due bande dell’arme dei Diedo.

Palazzina Diedo (Ravenna)
Palazzina Diedo (Ravenna) | Foto © Giampiero Corelli Fotoreporter (edificistoriciravenna.it)

L’edificio si macchiò d’un fatto di sangue che, nella notte del 29 gennaio 1576, Girolamo Rasponi compì una missione punitiva contro la nipote e la famiglia del marito, venendo poi esiliato dalla città.

Il museo d'Arte della città di Ravenna
MAR- Museo d’Arte della città di Ravenna | Foto © mar.ra.it

Per evitare gli assalti via mare i veneziani invitarono i religiosi a spostarsi nel nuovo monastero di Santa Maria in Porto.

Veneziano fu l’impianto architettonico del nuovo monastero, con l’elegante armonia di forme che caratterizza il loggiato a due ordini. Oggi l’edificio ospita il MAR – Museo d’Arte di Ravenna.

Palazzo Bracci (ora Albergo Cappello), Ravenna
Palazzo Bracci (ora Albergo Cappello), Ravenna | Foto © albergocappello.it

Palazzo Bracci è l’ultimo dei nostri suggerimenti di questo percorso tra Ravenna e Venezia. Prima che la piazza maggiore venisse ampliata dai veneziani, di fronte a Palazzo Bracci doveva trovarsi il centro pulsante della vita della città.

In quella che oggi è piazza Andrea Costa (di fronte al mercato coperto) si trovava un nodo di acque: il Padenna, che giungeva da nord e un altro fiume (il Flumisellum). Il palazzo ha un’eleganza semplice, che culmina nel balconcino tipico delle dimore signorili dell’epoca.

All’interno, interessanti pitture ornano il soffitto della sala lunga e celebrano l’unione tra i Bracci e i Rasponi.

Pierpaolo  Zoffoli

Pierpaolo Zoffoli

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A cura della Redazione Locale
E-mail: turismo@comune.ravenna.it

Ultima modifica: 12 Aprile 2021

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