BETA VERSION
Sito Ufficiale di Informazione Turistica
Comune di Ravenna

#myRavenna

Il BLOG UFFICIALE DI RAVENNATOURISM

Luoghi, i personaggi e le storie che raccontano l’anima autentica di Ravenna

La vera storia di Ravenna raccontata da Dario Fo

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp

C’è chi dice che a volte le favole siano importanti quanto la storia vera, e anche noi pensiamo che in fondo sia così.

Non si può prescindere dalla veridicità delle fonti storiche per conoscere il nostro passato, ma anche le fiabe e le leggende contribuiscono al racconto di ciò che è accaduto. D’altronde la storia non è solo ciò che è successo, ma anche il ricordo che ne viene tramandato.

Le fiabe e le leggende, gli aneddoti curiosi e le bizzarrie segrete dei personaggi della nostra storia riescono a essere sempre più memorabili che i fatti realmente accaduti… almeno per noi. Sarà che hanno a che fare con un immaginario fantasioso, surreale, in grado di aggrapparsi a sogni e incubi, risultando più verosimili del verosimile.

Lo sapeva bene anche un grande personaggio che amava molto Ravenna e che divenne in virtù di ciò anche suo cittadino onorario. Stiamo parlando di DARIO FO, artista poliedrico e celebre autore italiano, che si lasciò ispirare dal fascino dell’antica città bizantina e dalle sue leggende.

Alla vigilia del XXI secolo diede alle stampe un libro, emblematicamente intitolato La vera storia di Ravenna.

Ad avvicinare Dario Fo a Ravenna fu la collaborazione che strinse con l’Accademia di Belle Arti della città. Per l’occasione l’artista collaborò con gli studenti per la realizzazione di tende da mare variopinte, alla maniera di una volta.

Si rivelò un successo: i soldi raccolti con la vendita finanziarono attività didattiche dei ragazzi.

Ravenna può esibire avvenimenti e situazioni uniche e irripetibili, tali da far schiattare di meraviglia ogni abitante di questo mondo, specie se giapponese.

Dario Fo sulla spiaggia di Ravenna
Dario Fo sulla spiaggia di Ravenna | Foto © repubblica.it

Il lavoro su La vera storia di Ravenna nasce spontaneamente. Dario Fo inizia il suo racconto coinvolgendo gli allievi dell’Accademia nella realizzazione di grandi tavole pittoriche dal forte impatto visivo che dovevano servire come invito ai giovani di Ravenna perché ricominciassero a ritrarre la loro città.

Il libro si struttura in brevi capitoletti corredati da immagini dove la storia della Ravenna romana e bizantina viene ripercorsa passo dopo passo.

Il titolo è provocatorio:

Tirate a secco quelle storie, le ho sbattute in soluzione di lisciva e ve le vado a riproporre, cercando di divertire il lettore e anche di scandalizzarlo fino a una salutare indignazione, proprio a partire dal titolo. In questo mondo di sonno collettivo da rintronati, un sussulto con fremito ogni tanto non ci sta male!

Dario Fo a Ravenna
Dario Fo a Ravenna | Foto © abaravenna.it

I grandi protagonisti del nostro passato sono raccontati così attraverso aneddoti poco noti, che Fo ha trovato grazie a un’attenta ricerca bibliografica. Vediamo qualcuno insieme…

L’imperatore Onorio, fratello di Galla Placidia, aveva una gallina di nome Roma che amava immensamente, più di sua moglie e di Roma stessa. Rifugiatosi a Ravenna con la corte, iniziò a temere che qualcuno potesse rubargli il suo amatissimo volatile per mangiarselo. Fece addestrare un cane che la proteggesse, ma questi la divorò. Disperato, lo infilzò con la spada e lo fece arrostire e servire infarcito di gallina.

Grande attenzione viene dedicata anche all’imperatrice Galla Placidia: la sua biografia è costellata di episodi e avventure, e fu messa alla prova dalla sorte svariate volte. E non mancano le leggende che la riguardano!

Pare che quando Galla dovette lanciare l’attacco dell’esercito per riprendersi il trono di Ravenna, il comandante Ardaburio ebbe una guida d’eccezione… La leggenda narra che fu un angelo a indicare ai bizantini il cammino da seguire, così che Galla riottenne la corona imperiale.

Dario Fo in mostra alla Rocca Brancaleone di Ravenna
Dario Fo in mostra alla Rocca Brancaleone di Ravenna | Foto © abaravenna.it

Dario Fo non poteva poi omettere la leggenda della morte di re Teodorico. Le versioni sono diverse, e tutte molto fantasiose.
Una narra che l’Ostrogoto, in groppa al suo fidato destriero, si trovasse sulla cima di un vulcano, forse l’Etna o Stromboli. Il cavallo, impazzito senza motivo, si sarebbe gettato nel cratere infuocato, trascinando con sé il re imprecante.

Un’altra, invece, racconta di un Teodorico ormai triste, depresso, roso dai sensi di colpa. I suoi cuochi cercavano sempre di tirarlo su con deliziosi manicaretti, finché…

Steso su un vassoio viene portato in sala da pranzo un grosso pesce rosato pronto per essere servito a tavola. La bocca del pesce si spalanca  e fra i suoi denti appare la testa di un uomo: è quella del senatore Simmaco! Il re, giorni prima, aveva ordinato che gli fosse mozzato il capo, e quindi gettato a mare.
A Teodorico sfugge un urlo di raccapriccio. Si rovescia in avanti verso il pesce e si ritrova faccia a faccia con il capo mozzo del senatore. Entrambi morti.

Chiara  Guerri

Chiara Guerri

Il viaggio è la mia dimensione, l'amore per la scoperta una delle sue forme.

A cura della Redazione Locale
E-mail: turismo@comune.ravenna.it

Data pubblicazione: 16 Settembre 2018
Data revisione: 1 Marzo 2022

#correlati

Precedente
Successivo
[uwp_login]