BETA VERSION
Sito Ufficiale di Informazione Turistica
Comune di Ravenna

I bunker di Punta Marina e Marina di Ravenna

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp

Non sono in molti a saperlo ma lungo la costa di Ravenna si ritrovano diversi residui militari e presidi difensivi risalenti al Secondo Conflitto Mondiale.

Nell’area costiera compresa tra Casalborsetti e Lido di Savio, è possibile così scorgere più di cinquanta BUNKER tedeschi di diverse tipologie, oltre a vari sistemi di sbarramento anticarro disposti attorno all’imbocco del canale Candiano.

Tra Punta Marina Terme e Marina di Ravenna, nel raggio di pochi chilometri, si trova la maggior concentrazione di bunker e di “denti di drago” della costa.

Molti di questi, completamente intatti e visitabili, sono collocati in piena zona demaniale della fascia antistante le dune costiere e sono stati restaurati dall’Associazione dei volontari ravennati CRB 360° (Comitato Ricerche Belliche), con l’ausilio del Corpo Forestale dello Stato di Punta Marina Terme.

Durante la primavera e l’estate vengono organizzati, con l’aiuto dei volontari delle Proloco di Marina di Ravenna e Punta Marina, dei speciali tour guidati.

A supporto esiste anche un progetto specifico, titolato Linea Galla Placidia, che punta a riscoprire questi manufatti di archeologia militare e attraverso la loro valorizzazione, cerca di raccontare la storia delle comunità che vissero il delicato momento storico della Seconda Guerra Mondiale.

CONTATTI

FOCUS

La costruzione del sistema difensivo costiero

Fu proprio la paura di uno sbarco alleato in questa zona, alle spalle della Linea Gotica, a indurre fin dai primi mesi del 1943 l’esercito tedesco a creare un sistema difensivo fatto di bunker e strutture difensive, chiamato Linea Galla Placidia, a tutela di quest’area ricca di punti strategici. Da questi luoghi, infatti, si poteva accedere alle banchine del porto e ai grandi depositi petroliferi della città.

I bunker, prevalentemente di tipo Regelbau 668 o Tobruk dotati di armi contraeree, furono realizzati dalla Todt, un’impresa di costruzioni tedesca che utilizzava a tal fine manodopera civile, a volte ricompensata ma più spesso costretta a lavorare sotto le minacce, sia per non impegnare i militari germanici, sia per controllare meglio la popolazione maschile del posto.

Per realizzare questi presidi fu utilizzato il legname dei capanni da pesca e un’importante quantità di tronchi di pino abbattuti nel corso del 1944.

informazioni utili

Orario

Sempre visibili.

Accessibilità

Molti dei bunker sorgono all’interno della pineta costiera. In alcuni casi, pertanto, possono risultare poco accessibili, soprattutto a chi soffre di problemi di mobilità.

Come Arrivare

I bunker sorgono lungo la costa di Ravenna. Quelli più facilmente raggiungibili e visitabili sono collocati tra le località di Punta Marina Terme e Marina di Ravenna.

A piedi: lasciata la macchina lungo i parcheggi costieri, è possibile addentrarsi a piedi tra le pinete alla scoperta dei diversi presidi militari.

In bicicletta: possono essere facilmente raggiunti in bicicletta seguendo la ciclabile che segue la linea di costa.

A cura della Redazione Locale
E-mail: turismo@comune.ravenna.it

Ultima modifica: 28 Febbraio 2022

TI POTREBBE INTERESSARE

Precedente
Successivo
[uwp_login]