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Comune di Ravenna

Cozze e vongole

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La VONGOLA o poveraccia è un mollusco che vive sotto la sabbia e si pesca solitamente in buone quantità dopo una forte mareggiata. A questa si affianca la tellina che è un mollusco leggermente più piccolo rispetto alla vongola con l’interno bianco o giallo avorio.

La COZZA è, invece, considerata uno dei prodotti d’eccellenza del territorio romagnolo e si sta imponendo sui mercati con numeri sempre più importanti. Quella di Marina di Ravenna è catalogata come cozza selvatica, cresce in alto mare, alle base delle piattaforme estrattive. Viene raccolta a mano dai pescatori, i “cozzari”, che si immergono fino a 10/15 metri di profondità e in alcuni casi anche fino a 25 metri. Le cozze raccolte in quest’area non necessitano di alcun trattamento e possono essere consumate direttamente.

Inoltre il loro impatto ambientale è nullo: non servono infatti le retine di contenimento in plastica utilizzate solitamente nei campi di allevamento e che costituiscono uno dei rifiuti più inquinanti e di difficile smaltimento in ambiente marino.

Entrambe, vongole e cozze, sono ottime da gustare “alla marina” e in “guazzetto”.

A cura della Redazione Locale.
E-mail: turismo@comune.ravenna.it

Ultima modifica: 21 Gennaio 2022

FOCUS

La cozza di Marina di Ravenna

Una vera e propria “perla” dell’Adriatico, negli ultimi anni la Cozza Selvaggia di Marina di Ravenna è diventata una protagonista assoluta della gastronomia locale, tanto da meritare un festival, che si tiene a fine giugno nelle nove spiagge ravennati e in città, in collaborazione con Slow Food.

Questa particolare varietà di mitile cresce in maniera spontanea e naturale alcune miglia al largo della costa ravennate, alla base delle piattaforme metanifere, dove le correnti ne favoriscono lo sviluppo e soprattutto la qualità in termini organolettici e di genuinità.

Il segreto dell’estrema qualità di questa cozza selvatica, classificata di categoria “A”, risiede proprio nella particolarità del luogo in cui cresce spontaneamente. Innanzitutto perché, a differenza dei fondali, le basi delle piattaforme assicurano la massima pulizia delle acque, in quanto prive di altre forme di vita “incrostanti”. La vicinanza alla costa consente poi un costante apporto di acque dolci che forniscono elementi nutritivi che permettono a questi mitili di proliferare grossi e saporiti.

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