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Come sono nate le vacanze al mare a Ravenna?

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Fino a cent’anni fa la vita di spiaggia non esisteva, l’estate non era una stagione in cui far festa, men che meno vi era l’abitudine di andare in villeggiatura.

Anche sulla costa ravennate i primi stabilimenti balneari – o bagni, come sono più unanimemente conosciuti − sono degli Anni ’20.

La cosiddetta villeggiatura, da pensione completa in albergo, è una moda che inizia negli Anni Trenta e che, specie da queste parti, riguarda solo una piccola élite.

Fino ad allora, al mare si andava a fare una scampagnata ogni tanto: ci si andava vestiti di tutto punto e così vestiti si faceva anche il bagno.

Vacanze al mare nel primo ‘900 – Fondo Michelini dalle Collezioni di Genus Bononiae

A Ravenna la giornata deputata per la gita al mare era quella del 10 agosto, in occasione di San Lorenzo. La tradizione voleva, infatti, che un bagno fatto quel giorno equivalesse alla bellezza di 7 bagni.

Così, a fine Ottocento si partiva dalla campagna, tutti sul cassone del carro trainato dai buoi e ci si metteva ore per fare una quindicina di chilometri, dall’entroterra alla costa.

La trasferta, dunque, veniva vissuta come un viaggio, più che come una scampagnata.

Sulla spiaggia larga e vuota di Porto Corsini, si arrivava di mattina presto e con tutto il carro, buoi compresi. E se il carro tornava comodo per fare ombra al picnic di mezzogiorno, sulla spiaggia c’era spazio per tutti: persino agli animali veniva data la libertà di rinfrescarsi le zampe tra i bagnanti, schizzi, urla e le capriole dei più giovani.

Col passare degli anni, il carro venne sostituito dalle biciclette e i più fortunati, col tempo buono, riuscivano a farsi andata e ritorno dal mare con il vento sempre in poppa.

All’epoca, il manubrio, era carico di borse pesanti. Da una parte il bottiglione di vino, dall’altra pane, salame e l’immancabile ciambella romagnola.

Lo «Stabilimento balneario» inaugurato a Porto Corsini nel 1872.

Notizie della prima impresa balneare risalgono al 1870, quando la “Società Balnearia” progettò di aprire una “spiaggia dei ravennati”, accordandosi con un “parone” di barche che avrebbe assicurato un servizio regolare fra la città e il suo mare.

Ne “Il PortoCorsini – Marina di Ravenna una storia di“ Pericle Stoppa (1998), è pubblicata l’immagine di quello che molto probabilmente è il primo vero stabilimento balneare: Mingozzi, 1920. Vi si scorge il susseguirsi di piccole cabine in legno, costruite sopra una passerella protesa sul mare, a sud del Canale Candiano.

È invece del 1926 la costituzione della prima Azienda di Soggiorno e Turismo di Ravenna (Astra).

Poi la Prima Guerra Mondiale gela gli entusiasmi e, per la nascita dei primi alberghi, se ne riparlerà solo negli Anni Trenta. 

È proprio nel 1930 che fu costruito in stile liberty il Grande Albergo Pineta sul litorale, che è oggi territorio di Marina di Ravenna.

Grande Albergo Pineta - Marina di Ravenna (1930)
Grande Albergo Pineta – Marina di Ravenna (1930)

Si dice che allora fosse attiva una cooperazione turistica con Praga e che da qui provenissero le prime comitive di villeggianti. Sappiamo che vi venne a trascorrere alcune ore anche il Premio Nobel Eugenio Montale e il suo ricordo è ancora vivido nella poesia Dora Markus, inserita poi nella raccolta Occasioni.

In maggioranza, il turismo delle spiagge di Ravenna è sempre stato di tipo locale – Ravenna, Bologna, Modena – e d’estrazione poco più che popolare.

Anche quando, con il secondo dopoguerra, riprese il turismo e s’addensarono i nuovi stabilimenti sulla spiaggia, per il cosiddetto “struscio”, per andare – come si diceva allora – a “vedere i negozi”, ci si spingeva fino a Milano Marittima.

Spiaggia libera (Marina di Ravenna)
Spiaggia libera (Marina di Ravenna) | Foto © Nicola Strocchi

Però chi poteva, al mare si costruiva il villino, la seconda casa per passarci il fine settimana; la famiglia Ottolenghi qui già negli anni Trenta si era costruito addirittura un villone che poi, quando divampa anche in Italia l’antisemitismo, venderà al tenore Giuseppe De Stefano.

Passato di mano in mano, oggi ospita l’albergo più ricercato di Marina di Ravenna, il Park Hotel che preserva, della struttura originaria, parte del portico e del corpo centrale.

Il Grande Albergo Pineta, con le sue 44 camere, distante poche centinaia di metri, subirà un diverso destino: dopo solo 14 anni di attività, nel 1944 viene occupato e poi fatto saltare dai Tedeschi per fare posto alle batterie antiaeree.

All’epoca, infatti, l’unica struttura ricettiva rimasta era la Colonia Marina dell’Opera Nazionale Balilla, inaugurata nel 1934.

Dal 6 al 9 luglio 1944, Marina di Ravenna fu colpita da un bombardamento aereo in cui furono abbattuti il faro, la torre dell’acquedotto, la chiesa e diverse case della struttura, insieme al pontile e agli impianti petroliferi annessi.

Sono invece rispettivamente del 1938, il “Lido”, e del 1939 l’Adriatico”, primi stabilimenti balneari di concezione moderna.

A fare ombra ai bagnanti, vengono piantate nella sabbia delle ampie tende colorate, vengono offerte le prime comodità con l’affitto stagionale di capanni in legno per cambiarsi e magari schiacciare un pisolino. Di questi capanni rimangono ancora diversi esemplari, sparsi sulle spiagge libere e costituiscono dei piccoli tesori del passato.

Il poeta Olindo Guerrini in bicicletta, Ravenna
Il poeta Olindo Guerrini in bicicletta, Ravenna | Foto © stefanobartolini.con

Sulla spiaggia si giocava a pallone, ma andava già diffondendosi – complici i sommergibilisti americani di base a Porto Corsini, nel 1918 – il gioco della pallavolo.

Si moltiplicano così anche le scampagnate di una giornata con a sera le grandi mangiate di pesce, ricordate anche nei Sonetti Romagnoli di Olindo Guerrini.

Dopo la guerra, dalla Darsena di città inizia a fare la spola il vaporetto che in un’ora sbarca i ravennati a Marina; poco dopo arriva anche la prima corsa della corriera della Sita e i fortunati proprietari di un’automobile dal 1961 possono contare sul collegamento viario con la Statale 38 Romea: è il momento in cui il mare entra davvero in gioco.

È il momento in cui nasce la “vacanza al mare” così come la conosciamo oggi.

Lucia  Filippi

Lucia Filippi

A cura della Redazione Locale
E-mail: turismo@comune.ravenna.it

Ultima modifica: 18 Agosto 2021

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