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La vera storia della Setta degli Accoltellatori di Ravenna

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Tomba di Dante, Ravenna

Che sia Halloween o Ognisanti, resta il fatto che giunge una notte dedicata alle anime, inquiete o gioiose che siano, che tornano a farci visita.
Ecco la storia di alcuni di questi spiriti che perirono qualche secolo fa sotto le lame della Setta degli Accoltellatori.

Nella Ravenna tardo-risorgimentale di fine ‘800, nacque una “società” di accoltellatori che bersagliava facoltosi uomini, ma anche giornalisti e malcapitati.

Al processo del 1874 la banda venne ritenuta responsabile di incitamenti alla rivolta e del ferimento e della morte di personalità locali.

Questi delitti si collegavano ad altri eventi sparsi per la Romagna, ai tempi percorsa da gruppi ribelli, fomentati da accese passioni politiche.

Tomba di Dante, Ravenna
Tomba di Dante, Ravenna | Ph © Nicola Strocchi

I riferimenti toponomastici del processo e delle indagini ci permettono ancora oggi di calcare i passi della setta, immaginando un centro storico fatto di ponticelli e stradine oggi scomparse, una città in parte diversa da quella odierna, ma nella quale tuttavia molti palazzi resistono come immutati testimoni.

Così possiamo immaginare, di fronte alla chiesa di Santa Maria del Torrione, un ponte sul fiume Montone (oggi una strada) dal quale venne gettato il corpo di Luigi Tassinari. Era una notte del 1870 e gli accoltellatori colpivano per la settima volta.

La prima volta fu invece cinque anni prima, all’altezza del vicolo Pignata, all’angolo dell’odierna via Mazzini. Il Cavalier Antonio Monghini fu ferito da un’arma da taglio.

Porta Sisi, Ravenna
Porta Sisi, Ravenna | Foto via Pinterest

Il più “prestigioso” è forse però quello che avvenne il 1 giugno del 1868. Il Cavaliere Cesare Cappa, procuratore del Re, fu pugnalato mentre infilava la chiave nella porta di casa nei pressi del vicolo San Vincenzo (oggi via Antica Zecca).

Così come fu pugnalato a morte il giovane Celeste Gherardi, ultima vittima della Setta, colpito da 26 pugnalate lungo la via Bassa, accanto allo scolo Lama, che ancora oggi costeggia Via Ravegnana.

Non furono gli unici eventi delittuosi e criminali attribuiti alla Setta, e molti di questi rimasero senza movente e senza colpevoli.

Pierpaolo  Zoffoli

Pierpaolo Zoffoli

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A cura della Redazione Locale
E-mail: turismo@comune.ravenna.it

Ultima modifica: 9 Aprile 2021

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