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La Zuppa Inglese e Lord Byron

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Zuppa Inglese

Ci sono incontri predestinati tra alcuni oggetti e il nome che indosseranno. Incontri con un luogo, un personaggio o un’intera cultura. Le montagne russe, le fiamminghe, i cavolini di Bruxelles, la pizza Margherita, il parmigiano. E anche Ravenna ha il suo meeting di nomi (e l’inglese non è a caso). Perché non c’è nessun dolce che possa accontentare il palato se non è raccontato.

Nel giugno del 1819 Lord George Gordon Byron, sesto barone Byron di Rochdale, poeta e politico inglese, giunse a Ravenna il giorno di Pentecoste, al seguito della contessa Teresa Gamba Guiccioli, conosciuta poco prima nei salotti di Venezia.

Byron visita i monaci della Congregazione Mechitarista. L'Isola di San Lazzaro, Venezia (1899
Byron visita i monaci della Congregazione Mechitarista. L’Isola di San Lazzaro, Venezia (1899) | Dipinto di Ivan Aivazovsky, Galleria Nazionale dell’Armenia, Yerevan

Byron rimase a Ravenna per oltre due anni, legato sentimentalmente a Teresa, e qui trovò ispirazione per alcune sue importanti opere come il “Don Juan”.

Proprio in questo periodo, frequentando i palazzi dei Guiccioli e dei Gamba, pare che Byron fosse diventato ghiotto di una locale “zuppa” di crema e cioccolato, già molto nota.

Si narra che sia stato proprio il cuoco di una di queste dimore a perfezionare la ricetta, traendo spunto da un dolce inglese, il trifle, che comprendeva oltre alla crema anche il pan di Spagna, il tutto innaffiato in qualche bevanda alcolica.

Il nuovo dolce venne dunque chiamato “inglese” in onore al Lord giunto da quell’Inghilterra che avrebbe tardato ancora qualche tempo per scoprire che una pietanza concepita così lontano avrebbe portato per sempre il suo nome.

Un esempio di “trifle” britannico
Un esempio di “trifle” britannico

Nacque dunque così – forse – la “Zuppa Inglese” (o la “Sopainglesa” in dialetto) che da allora viene preparata con molte varianti, con savoiardi o amaretti, alchermes o rosolio.

Per ragion di cronaca e di orgoglio romagnolo, qui riportiamo parte della ricetta di Pellegrino Artusi che a dirla tutta lascia una certa acquolina in bocca:

Prendete una forma scannellata, ungetela bene con burro freddo e cominciate a riempirla nel seguente modo: una buona conserva di frutta, poi uno strato di crema ed uno di savoiardi intinti in un rosolio bianco. Versate dell’altra crema e sovrapponete alla medesima degli altri savoiardi intinti nel rosolio e ripetete l’operazione fino a riempirne lo stampo (…)
Pellegrino Artusi – La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene (1891)

Non importa quanto abbiate mangiato. C’è sempre spazio per il dolce!

Zuppa Inglese
Zuppa Inglese | Foto © lacucinaitaliana.it
Pierpaolo  Zoffoli

Pierpaolo Zoffoli

Come quando trovi la sabbia dell'anno prima in fondo alla valigia

A cura della Redazione Locale
E-mail: turismo@comune.ravenna.it

Ultima modifica: 7 Aprile 2021

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