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Comune di Ravenna

Palazzo di Teodorico (cosiddetto)

Via di Roma, angolo via Alberoni - Ravenna
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È certo che il re ostrogoto Teodorico risiedesse in un palazzo a Ravenna e la sua raffigurazione maestosa, lungo la parete musiva della navata centrale nella Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, ne testimonierebbe lo splendore architettonico e la ricchezza artistica.

È certo altresì che l’area palaziale era nei pressi della Basilica di Sant’Apollinare, che il re fece costruire. I resti architettonici che ancora ammiriamo su via di Roma, incrocio con via Alberoni, sono invece di un “palazzo” solo per tradizione.

Nel tempo era stato ipotizzato che le architetture fossero i resti di un corpo di guardia del VII-VIII secolo, realizzato su modello dell’edifico di Costantinopoli da cui prendeva il nome (Calké) o della chiesa eretta nel 751 dal re dei Longobardi Astolfo.

Ciò che vediamo oggi è infatti una bella, ma breve, facciata caratterizzata da un portale sormontato da una nicchia absidata provvista di bifora e due ordini di archi e colonnine bianche con, sul lato est, una torre circolare.

Al primo piano del palazzo sono esposti un terzo dei mosaici pavimentali recuperati nel corso degli scavi del 1908-14. Si tratta di un complesso davvero straordinario che ripercorre ben sei secoli di storia.

CONTATTI

FOCUS

Opere edilizie di Teodorico a Ravenna

Con Teodorico, figlio del re degli ostrogoti Teodemiro cresciuto alla corte di Bisanzio, chiamato dall’imperatore Zenone per sconfiggere Odoacre in Italia, Ravenna, scelta come sua capitale, iniziò una lenta ripresa dopo gli anni di declino del dominio precedente che la vedevano assediata dalle paludi e dalle mura cadenti. Dal 493 furono avviati dei lavori di bonifica e un vasto piano edilizio.

La città cominciò ad arricchirsi di opere e monumenti: fece edificare la meravigliosa Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, la Chiesa dello Spirito Santo, il Battistero degli Ariani, il suo mausoleo e, appunto, un palazzo in stile imperiale, come quello di Diocleziano a Spalato.

Al di là dei presunti resti del Palazzo di Teodorico, possiamo dedurne lo splendore originario nel mosaico che decora la parete destra della navata centrale di Sant’Apollinare: un edificio con portici laterali a due piani e una parte centrale più ampia e timpanata su cui un’epigrafe musiva indica che si tratta di un Palatium.

Dietro si intravedono, cinti da mura, alcuni edifici a pianta circolare e a pianta basilicale. Alla destra del palazzo, è riprodotta anche la porta di accesso alla città di Ravenna, come riporta un’altra epigrafe in alto.

E in effetti, proprio nell’area di città corrispondente alle sopra citate raffigurazioni, una campagna di scavi del 1908-1914 ha riportato alla luce parti di pavimento e di ricchi mosaici, che per importanza confermerebbero la presenza di strutture abitative pluristratificate.

La fase più antica, databile tra la fine del I sec. a.C. e l’inizio del I sec. d.C., sarebbe riconducibile a una villa suburbana. Ma, i resti risalenti al IV secolo d.C., testimoniano caratteristiche palaziali, e probabilmente si riferiscono al palazzo imperiale di Onorio, che nel 402 aveva trasferito la capitale a Ravenna.

Comunque si attesta l’esistenza di una residenza di notevoli dimensioni costituita da ambienti che gravitano attorno a un grande cortile porticato, sul quale si affacciavano un’aula absidata pavimentata in opus sectile (V sec. d.C.) e una sala triclinare con tre absidi e un raffinato mosaico pavimentale. Quindi, in età teodoriciana (493-526), il palazzo sarebbe stato trasformato, ampliato e alcuni ambienti ripavimentati a mosaico.

Alla fine del VI secolo il livello di alcuni ambienti appare innalzato con una nuova pavimentazione a mosaico. Le testimonianze archeologiche indicherebbero che il palazzo rimase attivo almeno fino all’VIII secolo inoltrato.

informazioni utili

Chiusura

In osservanza a quanto stabilito dal Ministero della Salute, da lunedì 22 febbraio 2021 i luoghi della cultura della Direzione Regionale Musei Emilia-Romagna sono chiusi al pubblico.

Tariffe

Ingresso gratuito.
Solo su prenotazione: https://info.ravennantica.it/

Gratuità

In occasione di particolari eventi MIBACT; cittadini appartenenti all’Unione Europea di età inferiore a 18 anni; minori extracomunitari; portatori di handicap e accompagnatore; cittadini non comunitari a “condizioni di reciprocità”; guide e interpreti turistici dell’Unione Europea nell’esercizio della loro professione; personale del MIBACT; membri I.C.O.M.; studenti delle scuole pubbliche e private dell’Unione Europea accompagnati dai docenti; allievi di corsi di Alta Formazione del MIBACT; docenti e allievi delle Accademie di Belle Arti e di corrispondenti istituti dell’Unione Europea; docenti di storia dell’arte degli Istituti liceali; docenti e studenti di corsi di laurea e dottorati di Facoltà artistiche; giornalisti muniti di tessera

Come Arrivare

Centro storico, zona a traffico limitato, fermata bus comune a tutte le linee, a 700m dalla stazione ferroviaria. Non accessibile ai disabili. Nelle vicinanze Basilica di S. Apollinare Nuovo e Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna.

A cura della Redazione Locale
E-mail: turismo@comune.ravenna.it

Ultima modifica: 4 Marzo 2021

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