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A Ravenna la Divina Commedia più lunga del Mondo

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Una Divina Commedia raffigurata su un rotolo di carta lungo 100 metri. È l’opera monumentale che da cinque anni sta realizzando Enrico Mazzone, torinese, da qualche mese a Ravenna per completare questo immane lavoro.

Dopo aver iniziato il progetto nel nord Europa, Enrico è tornato in Italia, e ha trovato ospitalità al Mercato Coperto.
Arriva qui ogni giorno, sabati e domeniche incluse. Si sdraia sul pavimento, al piano superiore del mercato, ristrutturato circa un anno fa, con un cuscino, un sacco a pelo, un po’ di musica e qualche decina di lapis.

È giunto quasi alla fine del rotolo, mancano pochi metri, quindi pochi mesi. La stanchezza si fa sentire ma anche la grande responsabilità. È contento di terminare ma sente già un piccolo vuoto.
Immagina con straniamento, ma con un certo sollievo, una vita diversa, più normale, più tridimensionale.

Enrico Mazzone al lavoro | foto Eros Antonellini

Enrico Mazzone al lavoro | foto Eros Antonellini

Ci racconta tutto questo a pochi passi dalla sua postazione, oramai una seconda casa, mentre stiamo seduti su un paio di comode poltroncine. Attorno a noi si aggira il fotografo Eros Antonellini, che puntuale si presenta ogni giovedì per immortale i progressi di Enrico.
Lui approfitta della nostra incursione per distendere la schiena e riposare le mani. Impugna sempre una matita, anche mentre chiacchieriamo. Ci giocherella. La usa per dare una punteggiatura alle sue frasi. Nonostante sia un oggetto che utilizza molte ore al giorno, non riesce a separarsene. Da quando è a Ravenna ne ha già utilizzate quasi settecento.

Ci eravamo già incontrati in estate, quando a Ravenna era giunto da poco, e allora si stava cimentando con l’inizio del Paradiso. Ora sta affrontando i canti dal X al XXVI. Non manca dunque molto al gran finale.

In questo momento è alle prese con la rappresentazione dei nove “cieli”, ognuno dei quali ha un pianeta di riferimento. Per metterli insieme ha ideato una struttura architettonica sormontata da tante guglie quanti sono, appunto, i cieli, che saranno poi abitati da angeli e cherubini.

Enrico sta immaginando e dando vita all’opera di Dante, ma la sua non è un’illustrazione da manuale. Non dobbiamo aspettarci le scene riportare didascalicamente, né la rappresentazione di questo o quel verso, come può capitare di vedere in tanti libri o testi scolastici. È piuttosto un flusso ininterrotto che si modifica e prosegue senza sosta e senza soluzione.

Enrico sa che prima o poi dovrà confrontarsi anche con la tradizione, con gli accademici, con i dantisti più puri. Ne è consapevole e si prende la responsabilità di una certa libertà creativa, pur all’ombra di schemi e stilemi che forse non trovano eguali nella letteratura italiana.

Un momento di pausa | foto Eros Antonellini

Un momento di pausa | Foto Eros Antonellini

A gennaio del prossimo anno dovrebbe concludere il progetto. O almeno questa, che è la seconda fase.
La terza parte riguarda la ricerca di un luogo nel quale esporlo, impresa di certo non facile. Trovare una struttura, magari un enorme cilindro (come fosse una gigantesca colonna traiana) nel quale applicare l’intero rotolo.
L’opera infatti non si può dividere e difficilmente potrebbe stare all’esterno. È molto delicata e complicata anche da srotolare. Per questo Enrico non torna quasi mai indietro per rivedere il suo lavoro. Chissà come giudicherà, una volta terminato, i suoi stessi segni, alcuni dei quali sono custoditi nella carta da anni.

È difficile accettare una fine. Anche quando la si sceglie, anche quando ne si riconosce la necessità. Enrico l’aspetta, ma non la teme. Vuole concludere per bene l’incarico che si è dato (poiché non c’è una committenza), per poi lasciare spazio ad altro, soprattutto agli affetti.

Cerca le ultime energie “invisibili”, come le definisce lui stesso, dapprima alimentate dal buio lunghissimo della Finlandia e poi rinate nella luce più familiare delle longitudini nostrane.

Attende con una certa vibrazione il momento in cui potrà dispiegare il frutto di un lustro di vita, osservare con completezza la storia, cogliere l’interpretazione, impastata tra spunti secolari e tanto cuore.

A cura della Redazione Locale
E-mail: turismo@comune.ravenna.it

Ultima modifica: 8 Gennaio 2021

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