BETA VERSION
Sito Ufficiale di Informazione Turistica
Comune di Ravenna

Basilica di San Francesco

Piazza San Francesco, 1 - Ravenna
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp

Tre navate, separate da 12 colonne, e un campanile quadrato del IX secolo: era la chiesa preferita dalla famiglia dei da Polenta che, anche per questo motivo, la scelsero per celebrarvi i funerali del loro esimio ospite, Dante Alighieri.

Anche le spoglie del Sommo Poeta, morto a 56 anni di malaria, trovarono in questa chiesa, all’interno di un bellissimo sarcofago del IV secolo, situato nella cappella gentilizia della famiglia da Polenta, temporanea sepoltura. Detta cappella è disposta lungo la navata di sinistra e racchiusa da un’ogiva trecentesca.

I funerali di Dante vennero celebrati in pompa magna e, ancora oggi, tredici tocchi di campana ricordano ogni giorno la notte della morte, il 13 settembre 1321.
L’edificio originale venne eretto nel V secolo col nome di Basilica degli Apostoli, su commissione del Vescovo Neone, quindi più tardi venne intitolata a San Pietro Maggiore e, poi dal 1261 al 1810, e poi di nuovo tra il 1949 sino a oggi, i Francescani la scelsero come loro sede con l’attuale nome di San Francesco.

Poco o nulla rimane però dell’antica chiesa, benché con il restauro del 1921 siano state smantellate le sovrastrutture barocche per riportarla alla severa linearità, caratteristica del Trecento e più adeguata al sentire dell’ordine Francescano.

Di particolare bellezza è l’abside semicircolare all’interno, ed eptagonale all’esterno, che per il fenomeno della subsidenza appare oggi ribassata di 3 metri e mezzo rispetto al pavimento più recente. Di particolare suggestione è la cripta del X secolo, dalla volta a crociera, con un mosaico e un’epigrafe che richiamano la memoria di Neone, di cui la basilica conserva le ossa. Oggi il tappeto musivo è allagato e nella vasca nuotano dei pesci.

La basilica ospita anche tre belle cappelle di metà 1500, lungo la navata di destra: la prima ad opera dello scultore Tullio Lombardo, che ospitava anche la statua di Guidarello oggi esposta al Museo d’Arte di Ravenna; una cappella centrale dedicata a sant’Antonio e la terza dedicata a San Rocco, con la cupola affrescata da Andrea Barbiani (1755) e una tela di Gaspare Sacchi (1517-1536).

CONTATTI

  • +39 0544 33256
  • + 39 0544 33667

FOCUS

La cripta della Basilica di San Francesco

Nella Basilica di San Francesco, al disotto del presbiterio, si trova una cripta del IX – X secolo, raggiungibile scendendo una doppia rampa di scale. Sotto l’attuale altare, attraverso una piccola finestra ad arco protetta da una balaustra, è possibile godere di una spettacolare vista sul pavimento ornato di mosaici sommersi dall’acqua della falda freatica che, a seconda delle piogge e del livello del mare, varia in altezza. Non si tratta tuttavia di acqua di mare, ma di acqua dolce filtrata e lo dimostrano i pesciolini rossi che vi nuotano a decine, immancabile attrazione per tutti i bambini.

Dietro la finestra di accesso alla cripta è collocato il piccolo sarcofago con su scritto “Ossa Neonis”, dato che un tempo qui era stato sepolto Neone, vescovo di Ravenna nella seconda metà del V secolo e committente della primitiva chiesa del V secolo, dedicata ai Santi Apostoli Pietro e Paolo, sopra la quale fu eretta la Basilica attualmente visibile.

La cripta è a tre navate, ed è della stessa epoca della prima sopraelevazione del pavimento della basilica che, fino al XVII secolo, come molte altre chiese della città, era più bassa della sede stradale. Fu ricavata mantenendo il pavimento antico del presbiterio in mosaico policromo e con l’aggiunta di una volta a crociera sostenuta da quattro colonnine con semplici capitelli geometrici che oggi creano un effetto davvero suggestivo.

I mosaici che ornano il pavimento sono antichi e furono risistemati nel 1877: il primo mostra addirittura una scritta in greco (lingua che parlavano Galla Placidia e Pietro Crisologo), che, tradotta, significa: “I servi di Dio Esichio e Gemella hanno offerto alla chiesa un tratto di mosaico pavimentale”. Una seconda epigrafe, in lingua latina, ricorda la sepoltura del vescovo Neone (451-459), successore di Pietro Crisologo. L’epigrafe in tre esametri si riferisce alla tomba di Neone: “(Is) te locus sancti complectitur (ossa Neonis) (hui)us cana fides altum per saicula (caelum) possidet (et) totos gaudet secura p(er annos)”. Ovvero: “Questo luogo contiene le ossa del santo Neone. Per la sua immacolata fede ha raggiunto il cielo per sempre e per sempre gioisce nella pace”.

Tra il 1918 e il 1921, la cripta è stata liberata dal pietrisco e dai muri divisori, e completamente ripristinata. Periodicamente viene svuotata per consentire la pulizia degli antichi mosaici pavimentali e la raccolta delle monetine che, turisti e ravennati, lanciano nell’acqua. Le monete di rame tendono infatti a ossidarsi, rischiando di rovinare i preziosi mosaici pavimentali.

informazioni utili

Orario

Da lunedì a venerdì: 7.00 – 12.00 e 15.00 – 18.00
Sabato e domenica: 7.00 – 18.00

Tariffe

Ingresso gratuito

Accessibilità

La Basilica è accessibile ai disabili sia dall’entrata principale che da quella laterale. La cripta non è accessibile.

Come Arrivare

Zona centrale, zona semi pedonale, fermata bus a 20 m. Parcheggio auto a m. 200, parcheggio bus a m. 20.
Nelle vicinanze: Giardini della Provincia, Tomba di Dante e Museo Dantesco.

A cura della Redazione Locale
E-mail: turismo@comune.ravenna.it

Ultima modifica: 25 Febbraio 2021

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE

Precedente
Successivo
[uwp_login]