Il leggendario Re ostrogoto Teodorico, della valorosa stirpe Amala, regnò a Ravenna dal 493 al 526 d.C.
Sostenuto dall’imperatore di Bisanzio Zenone, Teodorico riuscì a prendere il comando di Ravenna dopo ben tre anni di assedio. La svolta avvenne il 15 marzo del 493 d.C., quando il re ostrogoto uccise, durante un banchetto, il re illegittimo Odoacre.
La Ravenna di Teodorico diventò il riflesso di un sovrano colto, illuminato, che riuscì a unire Goti e Romani in una convivenza pacifica e rispettosa delle proprie identità religiose e culturali. La città si arricchì di nuove infrastrutture, come l’ acquedotto, e di splendidi edifici, alcuni dei quali fanno parte del sito UNESCO di Ravenna. Di seguito, un piccolo elenco dei luoghi teodoriciani di Ravenna da non perdere:
IL MAUSOLEO DI TEODORICO
Iniziato nel 520 d.C., sorge in un’area allora riservata ai goti, chiamata Campo Coriandro.
Il Mausoleo di Teodorico è formato da perfetti blocchi squadrati in pietra d’Aurisina, posati a secco e coronati da un’immensa cupola monolite di 10 metri di diametro e 3 di altezza. Un vero miracolo della tecnologia!

LA BASILICA DI SANT’APOLLINARE NUOVO
La basilica di Sant’Apollinare Nuovo fu costruita per volere di Teodorico come Cappella Palatina, in prossimità del palazzo residenziale imperiale.
All’interno è conservato un eccezionale ciclo di mosaici, che in origine esaltavano sia la corte gota, sia la figura di Cristo.
I mosaici che ritraevano i rappresentanti della corte furono poi modificati dal 561 d.C., per volere di Giustiniano, e trasformati nei sublimi cortei dei Santi e delle Sante. L’arianesimo, che negava la natura divina di Cristo, era vista dagli ortodossi come un’eresia e Giustiniano tentò di cancellarne la memoria.
IL PALAZZO DI TEODORICO
Accanto alla basilica di Sant’Apollinare Nuovo troviamo il cosiddetto Palazzo di Teodorico, la cui facciata viene tradizionalmente associata allo splendido mosaico del Palatium, nella vicina basilica. In realtà, secondo alcuni studiosi, sarebbe la facciata della chiesa di San Salvatore ad Calchi (VIII secolo d.C.).
Al suo interno sono esposti quasi cinque secoli di testimonianze musive pavimentali, emerse durante i lavori di scavo dell’area, che includeva anche i vasti spazi dell’ex Palazzo Imperiale.

BATTISTERO DEGLI ARIANI
Eretto da Teodorico per il suo popolo, è l’unico esemplare al mondo di battistero tardoantico dedicato al culto ariano.
Il Battistero degli Ariani ha pianta ottagonale e l’esterno in semplici mattoni rossi, come il Battistero Neoniano o degli Ortodossi. All’interno si trova il luccicante mosaico che decora la cupola, con la raffigurazione del battesimo di Cristo, in un baluginante e metafisico fondo oro.
LA CAPPELLA DI SANT’ANDREA
All’interno del Museo Arcivescovile è racchiuso un altro inestimabile gioiello di età teodoriciana, stavolta di committenza vescovile: la Cappella di Sant’Andrea.
È un piccolo oratorio costruito durante il regno del re ostrogoto, quando il culto dominante era quello ariano. Decorato da splendidi mosaici, viene esaltata la figura di Cristo come unica via della Vita e della Verità.

I CAPITELLI SU PIAZZA DEL POPOLO
Se osserviamo con attenzione il colonnato del Palazzetto Veneziano su Piazza del Popolo, su alcuni raffinati capitelli di marmo bianco c’è un dettaglio curioso: il monogramma di Teodorico.
Come in un sigillo, le lettere del nome del sovrano sono unite tra loro, circondate da una corona di alloro e sovrastate da una piccola croce. Sembra che provengano da una chiesa del VI secolo, distrutta nel XV secolo per lasciare spazio alla costruzione dell’imponente Rocca Brancaleone.
IL MUSEO NAZIONALE E IL MUSEO CLASSIS
Per completare questo affascinante viaggio nella storia è d’obbligo una visita al Museo Nazionale di Ravenna, che nelle sue ricchissime collezioni presenta molti reperti di epoca teodoriciana, tra cui anche le fistulae di piombo con il sigillo di Teodorico, che componevano la rete dell’acquedotto voluta dal Re.
A pochi chilometri dal centro di Ravenna, nella città di Classe, il Museo Classis – Museo della città e del territorio è una tappa imprescindibile per comprendere appieno la modernità e l’importanza di Teodorico, nel più ampio contesto della storia di Ravenna e Classe.