BETA VERSION
Official Tourist Information Site
of Ravenna

#myRavenna

Il BLOG UFFICIALE DI RAVENNATOURISM

Luoghi, i personaggi e le storie che raccontano l’anima autentica di Ravenna

5 curiosità sul portale di San Giovanni Evangelista

Ravenna, il portale di San Giovanni Evangelista

Il portale di San Giovanni Evangelista si lascia ammirare da secoli da cittadini e turisti ma ci sono 5 curiosità sul suo passato che davvero in pochi sanno.

Nonostante la sua storia travagliata è l’unica testimonianza della scultura architettonica del XIV secolo che si trova ancora nel luogo di origine.

Le storie di Galla Placidia

Il portale scolpito tramanda gli episodi che legano la Basilica di San Giovanni Evangelista alla sua committente: l’Imperatrice Galla Placidia. L’Augusta la fece costruire nel 426 d.C. quando scampò da una terribile tempesta marina.

Nella lunetta del portale è narrato il famoso “miracolo” del Sandalo e nel timpano, più in alto, è descritta la scena della dedicazione della chiesa. Sotto Cristo benedicente, che si affaccia da un altro timpano simile a quello del portale, stanno S. Pietro Crisologo, in abiti vescovili, e Valentiniano III.

Accanto a Valentiano III è seduta Galla Placidia nell’atto di esibire a tutto il popolo la miracolosa reliquia lasciatale dal Santo. Purtroppo oggi questa scena non è più leggibile correttamente e la stessa rappresentazione è riportata nel prezioso Manoscritto Classense 406, in una miniatura del XIV secolo.

Ravenna, miniatura dal Manoscritto 406.
Ravenna, miniatura dal Manoscritto 406, ph. Biblioteca Classense.

I marmi di reimpiego

Il reimpiego, cioè l’atto di riutilizzare opere antiche per costruirne di nuove, era un’usanza comune per tutto il Medioevo ed oltre.

I leoni in marmo rosso di Verona, che svettano in alto ai lati della porta, provengono da un’altra struttura e portano ancora sulla groppa il segno circolare della colonna che reggevano.

I pilastri che sorreggono l’architrave invece sono del VI secolo. Nella parte superiore son rappresentate due colombe stilizzate sotto un albero alato e con due frutti. È l’albero del Paradiso grazie al quale si nutre l’anima cristiana: è una decorazione stilizzata di origine orientale.

Dopo le bombe del 1944, durante i lavori di ripristino, si è scoperto che il marmo di alcune porzioni di cornici e altri elementi di raccordo provenivano da antichi e raffinati sarcofagi di età romana: sul retro, a farne da testimone, sono state ritrovate file di piedi e porzioni di panneggi!

Le cappelline perdute

La basilica di San Giovanni Evangelista era un cantiere sempre aperto: soprattutto tra il XIII e XIV secolo chi era “sano di mente seppur infermo nel corpo” commissionava affreschi, tavole, cappelle e sculture per raccomandare la propria anima ai Santi.

Uno dei lasciti più importanti fu quello di Lamberto da Polenta nel 1316, che permise grandi lavori nella chiesa a partire dal 1320.

In tanti desideravano riposare accanto alla grande porta marmorea scolpita. Nell’Archivio di Stato di Ravenna ce lo raccontano alcuni testamenti del XIV secolo. Grazie a loro sappiamo che il portale faceva da ingresso a due cappelline: una dedicata a San Bartolomeo e un’altra a Sant’Antonio.

Le bombe del 1944

Purtroppo le sculture appaiono molto rovinate: colpa del tempo e degli eventi climatici ma soprattutto del duplice bombardamento subito il 21 e il 25 agosto del 1944 che distrusse anche l’originale contesto in cui il portale era inserito.

Le bombe lasciarono la chiesa in pessime condizioni, tanto che si pensò di lasciare “isolati e a ricordo, in mezzo a un prato verde, il solo campanile e le restanti marmoree colonne”.

Ravenna, San Giovanni Evangelista prima del 1944
Ravenna, San Giovanni Evangelista prima del 1944, ph. Biblioteca Classense

Il ripristino del 1959

Le bombe lo avevano distrutto e il portale riportò innumerevoli ferite. Viaggiò smontato fino all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze per essere restaurato e solo tra il 1959 e il 1960 tornò al suo posto. Ma non fu una scelta facile!

C’era chi lo voleva addossato a una cancellata che correva attorno al sagrato. Chi lo preferiva inserito su un lato della casa parrocchiale accanto al campanile. Chi invece votò per sistemarlo verso via Carducci, quasi nascosto.

Per fortuna tornò a fare da maestoso ingresso al sagrato e può ancora tramandare l’eco di storie che non saranno mai dimenticate.

Il portale di San Giovanni Evangelista si lascia ammirare da secoli da cittadini e turisti ma ci sono 5 curiosità sul suo passato che davvero in pochi sanno. Nonostante la sua storia travagliata è l’unica testimonianza della scultura architettonica del XIV secolo che si trova ancora nel luogo di origine.

Le storie di Galla Placidia

Il portale scolpito tramanda gli episodi che legano la Basilica di San Giovanni Evangelista alla sua committente: l’Imperatrice Galla Placidia. L’Augusta la fece costruire nel 426 d.C. quando scampò da una terribile tempesta marina. Nella lunetta del portale è narrato il famoso “miracolo” del Sandalo e nel timpano, più in alto, è descritta la scena della dedicazione della chiesa. Sotto Cristo benedicente, che si affaccia da un altro timpano simile a quello del portale, stanno S. Pietro Crisologo, in abiti vescovili, e Valentiniano III. Accanto a Valentiano III è seduta Galla Placidia nell'atto di esibire a tutto il popolo la miracolosa reliquia lasciatale dal Santo. Purtroppo oggi questa scena non è più leggibile correttamente e la stessa rappresentazione è riportata nel prezioso Manoscritto Classense 406, in una miniatura del XIV secolo.
Ravenna, miniatura dal Manoscritto 406.
Ravenna, miniatura dal Manoscritto 406, ph. Biblioteca Classense.

I marmi di reimpiego

Il reimpiego, cioè l'atto di riutilizzare opere antiche per costruirne di nuove, era un’usanza comune per tutto il Medioevo ed oltre. I leoni in marmo rosso di Verona, che svettano in alto ai lati della porta, provengono da un’altra struttura e portano ancora sulla groppa il segno circolare della colonna che reggevano. I pilastri che sorreggono l’architrave invece sono del VI secolo. Nella parte superiore son rappresentate due colombe stilizzate sotto un albero alato e con due frutti. È l’albero del Paradiso grazie al quale si nutre l’anima cristiana: è una decorazione stilizzata di origine orientale. Dopo le bombe del 1944, durante i lavori di ripristino, si è scoperto che il marmo di alcune porzioni di cornici e altri elementi di raccordo provenivano da antichi e raffinati sarcofagi di età romana: sul retro, a farne da testimone, sono state ritrovate file di piedi e porzioni di panneggi!

Le cappelline perdute

La basilica di San Giovanni Evangelista era un cantiere sempre aperto: soprattutto tra il XIII e XIV secolo chi era “sano di mente seppur infermo nel corpo” commissionava affreschi, tavole, cappelle e sculture per raccomandare la propria anima ai Santi. Uno dei lasciti più importanti fu quello di Lamberto da Polenta nel 1316, che permise grandi lavori nella chiesa a partire dal 1320. In tanti desideravano riposare accanto alla grande porta marmorea scolpita. Nell’Archivio di Stato di Ravenna ce lo raccontano alcuni testamenti del XIV secolo. Grazie a loro sappiamo che il portale faceva da ingresso a due cappelline: una dedicata a San Bartolomeo e un’altra a Sant’Antonio.

Le bombe del 1944

Purtroppo le sculture appaiono molto rovinate: colpa del tempo e degli eventi climatici ma soprattutto del duplice bombardamento subito il 21 e il 25 agosto del 1944 che distrusse anche l’originale contesto in cui il portale era inserito. Le bombe lasciarono la chiesa in pessime condizioni, tanto che si pensò di lasciare “isolati e a ricordo, in mezzo a un prato verde, il solo campanile e le restanti marmoree colonne”.
Ravenna, San Giovanni Evangelista prima del 1944
Ravenna, San Giovanni Evangelista prima del 1944, ph. Biblioteca Classense

Il ripristino del 1959

Le bombe lo avevano distrutto e il portale riportò innumerevoli ferite. Viaggiò smontato fino all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze per essere restaurato e solo tra il 1959 e il 1960 tornò al suo posto. Ma non fu una scelta facile! C’era chi lo voleva addossato a una cancellata che correva attorno al sagrato. Chi lo preferiva inserito su un lato della casa parrocchiale accanto al campanile. Chi invece votò per sistemarlo verso via Carducci, quasi nascosto. Per fortuna tornò a fare da maestoso ingresso al sagrato e può ancora tramandare l'eco di storie che non saranno mai dimenticate.

By the Local Editorial Staff
E-mail: turismo@comune.ravenna.it

Publication date:30 November 2023
Revision date:4 December 2023

#correlati

Previous
Next
[uwp_login]