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L’antica Torre Salustra, un castellum aquae nel centro di Ravenna

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La Torre Salustra (Ravenna)

La Torre Salustra è oggi visibile all’interno del giardino dell’Arcivescovado di Ravenna, adiacente alla cappella di Sant’Andrea.

La struttura è di epoca romana ed è attribuita al I secolo d.C. così come le prime mura che cingevano la città. Si tratta di un edificio cilindrico, a base circolare e dal diametro di 6 metri, realizzato con paramento in laterizi cementati con calce bianca.

La torre rientra tra le tipologie costruttive più comuni del tessuto urbano ravennate. Lo dimostra il fatto che, oltre alla Salustra, sono diversi i torrioni presenti in città dislocati a vario titolo.

In linea generale si tratta di strutture edificate inizialmente a scopi difensivi che, con il passare del tempo, si ritrovarono a perdere questa funzione originaria, assumendone talvolta delle altre.

Torre Salustra (Ravenna)
Torre Salustra (Ravenna) | Ph. Lions Club Ravenna Host

Cosa sappiamo della Torre Salustra?

Le informazioni relative a Torre Salustra risultano scarse per stabilire con certezza quale fosse stato il ruolo originario e comprendere appieno le trasformazioni avvenute nel corso della storia.

Cercando di ricostruire le travagliate vicende che coinvolsero la torre, possiamo affermare, in accordo con gli studi di G. Gerola, che probabilmente appartenesse a una delle porte d’accesso della città repubblicana, inserita nel tracciato delle mura dell’oppidum.

Nello specifico la torre apparteneva alla porta sud-orientale della Ravenna romana detta appunto “Salustra”, attraverso la quale transitava una delle più importanti strade del tessuto urbano cittadino, il decumano massimo.

Tra la fine del I secolo d.C. e l’inizio II secolo d.C. la torre fu probabilmente collegata all’acquedotto realizzato su volere dell’imperatore Traiano.

Le fonti scritte di epoca romana riportano che Ravenna, nonostante la vicinanza alla zona marittima e fluviale, fosse in realtà una città povera di acqua potabile, il cui approvvigionamento era pertanto garantito da pozzi, collegati alla falda sotterranea proveniente dall’Appennino.

Torre Salustra (Ravenna)
Torre Salustra (Ravenna) | Ph. Lions Club Ravenna Host

L’acquedotto traianeo

L’ acquedotto costruito dall’imperatore Traiano con buona probabilità trovava rifornimento a Meldola (Forlì/Cesena), luogo in cui sono stati individuati cunicoli scavati nella roccia e condutture di raccolta dall’alto livello ingegneristico.

Il percorso dell’acquedotto oggi è ben conosciuto grazie alle tracce di piloni e resti di arcate, sporadicamente visibili nei periodi di secca nell’alveo del fiume Ronco, nei pressi di San Bartolo.

Nelle vicinanze di Ravenna, però, non sono mai state trovate testimonianze di questa infrastruttura, tali da permettere di identificare con certezza il suo percorso attraverso le lagune.

Grazie agli studi effettuati da D. Capellini e da A. Roncuzzi, è stato possibile riconoscere come punto di arrivo dell’acquedotto in città (caput aquae) l’antica Torre Salustra che permetteva la distribuzione dell’acqua in tutta l’area circostante.

Gli scavi condotti nel 1969, in corrispondenza del giardino arcivescovile, portarono infatti alla luce una serie di corrispondenze architettoniche tra i cinque piloni collegati ad arcate della torre e alcuni resti analoghi individuati in corrispondenza del fiume Ronco, attribuiti all’acquedotto traianeo.

Fu possibile accertare che la struttura ad archi si innestasse saldamente alla torre, rafforzando l’ipotesi che la Torre Salustra, agli inizi del II secolo d.C., fungesse da castellum aquae, posto al termine ultimo dell’acquedotto traianeo.

La supposizione che in questo punto della città arrivasse il collettore principale dell’acqua urbana è avvalorata dalla cospicua presenza nei dintorni di testimonianze legate a un notevole flusso idrico, come alcuni edifici termali tardoantichi e la presenza di una grossa conduttura passante nel sito della domus traianea.

Tra questi può essere menzionato anche il complesso da cui avrebbe avuto origine San Giovanni in Fonte (inizio V secolo), noto oggi con il nome di Battistero Neoniano o un’altra struttura monumentale di tipo termale, identificata con il complesso dei “Bagni del Clero”, citati entrambi da Andrea Agnello e costruiti intorno al VI secolo nell’area dell’Episcopio e individuati durante degli scavi condotti nel 1981.

L’acquedotto fu utilizzato per un periodo piuttosto limitato e la Torre Salustra, nello specifico, fu soggetta a diverse fasi di ripresa e restauri in epoca tardoromana e bizantina.

In particolare, nel V secolo, quando furono demolite le mura cittadine, il vescovo Ursus (Orso) iniziò la costruzione dell’abside della cattedrale cittadina, risparmiando la torre dagli interventi di demolizione, incorporandola così negli edifici dell’episcopato.

La Torre Salustra oggi

Anche il sacello dell’attuale sede dell’arcivescovile era collegato con l’antica Porta della Torre Salustra, nel momento della realizzazione della cattedrale. Riguardo quest’ultima, un elemento di particolare interesse è la presenza di una piccola porta, ritrovata all’altezza dell’ardica (il portico tipico delle basiliche bizantine, presente in numerose chiese della città di Ravenna), di cui è ancora complicato attribuirne una funzione.

Dalle fonti testuali sembra impossibile pensare alla presenza di un locale esterno, intermedio tra il portico e la torre, poiché il portico era rivolto verso l’esterno. È viva, invece, l’ipotesi che vi potesse essere una passerella presumibilmente in legno, che mettesse in comunicazione l’ardica con uno sporto emergente dalla Torre Salustra.

Museo Arcivescovile di Ravenna
Museo Arcivescovile di Ravenna | Foto © Archivio Comune di Ravenna

Attualmente la torre, intonacata al suo interno, presenta almeno un piano sotterraneo pieno d’acqua e raggiungibile attraverso una botola nel pavimento, al momento non identificabile. Inoltre, la Torre Salustra è dotata di un piano utilizzato come magazzino della cattedrale.

A ogni modo, la torre costituisce una testimonianza di grande interesse storico, essenziale per comprendere l’organizzazione e la gestione dei sistemi idrici dell’antico territorio ravennate di epoca romana.

Nonostante la sua funzione originaria sia poco conosciuta, la Torre Salustra, visibile solo dal Giardino dell’Arcivescovado, continua ad avere un ruolo attivo come spazio espositivo del Museo Arcivescovile di Ravennaed è nota per contenere al suo interno la celebre cattedra di Massimiano.

Contributo scritto da: Coco Michela, Forti Alex, Morassi Cecilia, Pigozzo Elena, Uva Ludovica.


Il contributo si è svolto nell’ambito del laboratorio didattico di comunicazione digitale – promozione culturale presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, campus di Ravenna.

La Prof.ssa Maria Cristina Carile è la docente responsabile del laboratorio, affiancata dai collaboratori: Dott.ssa Giulia Ottaviani (dottoranda in Beni Culturali e Ambientali, DBC, Alma Mater Studiorum Università di Bologna), Dott.ssa Chiara Zanola (DM Cultura) e Dott. Marco Ranieri (DM Cultura). 

Gli studenti della Laurea Magistrale in Beni Archeologici, Artistici e del Paesaggio: storia, tutela e valorizzazione nell'ambito del Laboratorio Didattico di comunicazione digitale - promozione culturale.

A cura della Redazione Locale
E-mail: turismo@comune.ravenna.it

Data pubblicazione: 7 Novembre 2022
Data revisione: 7 Novembre 2022

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