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Il corteo di Teodora e Giustiniano nella Basilica di San Vitale (Ravenna)

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Se siete in cerca di arte e storia, Ravenna è il luogo giusto per voi. Fra le tante cose imperdibili da visitare in città, sicuramente spiccano gli otto monumenti del sito Unesco.

Se chiedete in giro, scoprirete che ogni abitante di Ravenna ha il suo preferito. Esiste il fan club del cielo stellato di Galla Placidia e i sostenitori di Sant’Apollinare in Classe. Chi predilige l’austerità del Mausoleo di Teodorico, chi invece la Cappella di Sant’Andrea.

Tra tutti io preferisco la Basilica di San Vitale: imponente, elevata e maestosa. I mosaici di San Vitale rimangono indelebili su ogni turista che giunge nella splendida capitale del mosaico.

Sapete che Klimt si ispirò all’immagine di Teodora per il Ritratto di Adele Bloch-Bauer? Anche Dante Alighieri ha tratto spunto dai mosaici di San Vitale per la composizione di alcuni versi della Divina Commedia.

I Mosaici dell’abside della Basilica San Vitale (Ravenna) | Foto © Isatz, via Wikipedia

La basilica venne costruita nel corso del VI secolo d.C. su un sacello più antico dedicato a San Vitale, successivamente aggregato ad esso. Si narra la leggenda che proprio in questo luogo avvenne il martirio del santo, anche se il suo corpo fu rinvenuto a Bologna.

La cupola affrescata in stile barocco e il labirinto della pavimentazione rendono emozionante l’interno grazie ai mosaici che decorano l’abside.
Tra gli innumerevoli dettagli che rendono unica questa decorazione musiva, spiccano le rappresentazioni dei cortei di Teodora e Giustiniano, collocati frontalmente nei pannelli posti nell’abside.

Giustiniano e il suo seguito (Basilica San Vitale, Ravenna) | Foto © bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it

Giustiniano (482-565 d.C) fu eletto imperatore dell’Impero romano d’Oriente nel 527. Considerato uno dei più grandi sovrani di età tardo antica. Il regnante si trova al VI canto del Paradiso dantesco, dove il poeta dedicò numerose terzine al suo ricordo.

Nella basilica egli è rappresentato vestito di porpora con in mano un bacile d’oro, vaso liturgico che porge in offerta in occasione della consacrazione della chiesa. Si noti che Giustiniano è dotato di un’aureola dorata, anche se non è un santo, ma la sua figura era molto divinizzata.

Si possono distinguere tre religiosi che lo precedono alla sua sinistra. Tra questi spicca Massimiano, vescovo di Ravenna, di cui è riportato il nome al di sopra del suo capo.

Sulla destra dell’imperatore si riconosco altri dignitari di corte.

Tra questi, uno di loro potrebbe essere Giuliano Argentario, finanziatore della costruzione della basilica, ma anche il prefetto del pretorio, alto funzionario imperiale che risiedeva a Ravenna.

Corteo di Teodora (Basilica di San Vitale, Ravenna) | Foto © Stefano Guerrini, via Wikipedia

Di fronte al corteo di Giustiniano si trova quello dell’imperatrice Teodora. La donna è raffigurata mentre porge verso l’altare un calice dorato tempestato di gemme preziose. Nobilitante è la decorazione del suo capo: un diadema di pietre e perle orna il suo viso.

La decorazione degli abiti delle sue dame di corte dà un’idea del lusso che caratterizzava la corte di Bisanzio, e di cui oggi ci è rimasta traccia nell’oro di questi mosaici.

Alle loro spalle, infatti, lo sfondo decorato con tende, colonne, fontane. Ciò rimanda all’aspetto degli interni delle sue stanze.

Dettaglio del corteo di Teodora (Basilica di San Vitale, Ravenna)

I cortei di Giustiniano e Teodora dei mosaici di San Vitale, oltre che rappresentare un prodigioso esempio di arte bizantina, offrono una testimonianza storica che ci narra come doveva essere Ravenna nel VI secolo.

A cura della Redazione Locale
E-mail: turismo@comune.ravenna.it

Ultima modifica: 1 Marzo 2021

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