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Studiare a Ravenna, una città con lo sfondo da cartolina

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Non ho scelto Ravenna per i suoi monumenti; l’ho scelta perché in questa città ho trovato il corso di laurea che faceva per me.

Una volta qui però ho capito che studiare a Ravenna significa immergersi nella cultura, nell’arte, nel passato. Anche senza concedersi distrazioni, restando incollati ai libri, dando esami.

Perché a Ravenna si studia direttamente nelle aule dalle volte affrescate, nelle sale dei palazzi del Settecento, tra le storie delle nobili famiglie che li abitarono.

Fatta eccezione per il polo delle scienze, che rimane leggermente decentrato rispetto al centro storico, e i corsi di laurea faentini posti nella cittadina ‘capitale’ della ceramica a pochi chilometri da Ravenna, le sedi, le aule e le sale studio universitarie del campus ravennate si trovano infatti in splendidi palazzi nel cuore della città.
Spesso poco conosciuti perché al di fuori del circuito turistico classico, offrono a noi studenti un’occasione unica: vivere l’esperienza universitaria in un contesto pieno di fascino e fuori dal comune, che racconta storie, curiosità e passati gloriosi.

C’è Palazzo Corradini, in via Angelo Mariani. Cuore del Campus di Ravenna e sede dei corsi del Dipartimento di Beni Culturali. Dove si trova la comunità di studenti più numerosa. E dove comunque si raccolgono praticamente tutti gli universitari a Ravenna, perché nell’edificio seicentesco ha sede anche la Biblioteca centrale di Campus e fra l’altro dal palazzo si accede alla piazzetta degli Studenti e al punto Ristoro nell’attiguo palazzo dei Congressi.

Palazzo Corradini

Palazzo Corradini | | Foto © edificistoriciravenna.it

Ricordo ancora l’emozione di calpestare per la prima volta i gradoni della splendida scalinata: mi sentivo avvolta da quel senso di bellezza e grandiosità che solo dove è passata la storia si può avvertire. Questo edificio – che Corrado Ricci definì “grandioso, ma con eccessive proporzioni nella porta” – conserva decorazioni, stucchi, e, in uno dei numerosi vani, lo stemma del cardinale Barberini. A partire dei primi del Settecento fino alla fine del secolo successivo, il palazzo è appartenuto alla famiglia Ginanni Corradini, nota per l’impegno repubblicano e patriottico.

Lo sapete che, con ogni probabilità, proprio nelle stanze dove noi oggi discutiamo tesi di laurea, seguiamo lezioni e prepariamo esami, i Ginanni Corradini decisero di appoggiare la banda del celebre bandito romagnolo Stefano Pelloni, detto ‘il Passatore’, per gettare discredito sul governo papale?

Non da meno, a poca distanza, in via Guaccimanni, è Palazzo Santacroce, sede del corso di laurea in Science for the Conservation-Restoration of Cultural Heritage . Qui gli studenti indagano le opere d’arte e, risalendo all’origine dei materiali, individuano le metodologie di recupero più adeguate. Il tutto avviene in uno splendido scrigno di stanze dai soffitti dipinti in ‘stile pompeiano’. Entrando, impossibile non rimanerne incantati. Di questo palazzo non si hanno fonti certe, ma si pensa che la sua costruzione risalga al 1777 ai conti Santacroce. All’interno c’è una meravigliosa cappella con la volta a botte.

Palazzo Santacroce (Salone affrescato)

Palazzo Santacroce (Salone affrescato) | Foto © Giampiero Corelli Fotoreporter

A questo punto basta semplicemente attraversare la strada e dirigersi verso Via Tombesi dall’Ova. Lì gli Ex Asili accolgono la sede di Ingegneria edile e Ingegneria dei processi e dei sistemi edilizi. Come chiarisce l’insegna esterna sopra la volta del portone di ingresso, l’ edificio per anni è stata una struttura pubblica dedicata all’infanzia tanto che – e questa è una curiosità – i gradini che congiungono il primo al secondo piano, originali della struttura, sono ancora a misura di bimbo così che è facile per un adulto inciampare.

Ritornando verso il centro e dirigendosi verso il tempio dei mosaici, a pochi metri dal mausoleo di Galla Placidia, in via San Vitale, c’è Casa Traversari, sede del Dipartimento di Storie Culture Civiltà, quartier generale degli studi in archeologia. La dimora porta il nome di una nota famiglia per lungo tempo egemone in Romagna e a Ravenna tra il XII e il XIII secolo, la famiglia Traversari, così nota da essere stata citata da Dante del XIV canto del Purgatorio.
Si tratta probabilmente della casa più antica di Ravenna, è infatti l’unico edificio risalente al XIII secolo ancora intatto. La casa ospita una biblioteca, tutta in legno e molto suggestiva: basta entrarci per essere riportati indietro nel tempo, tra uno scricchiolio e l’altro, passo dopo passo.

Da casa Traversari, in un attimo si raggiunge Palazzo Verdi, in via Giuseppe Pasolini, sede del corso di Laurea in Cooperazione Internazionale. Da poco restaurato, palazzo Verdi è un antico palazzo nobiliare che risale al 1783, fu costruito da Camillo Morigia, uno dei più importanti architetti ravennati dell’epoca. Qui si formano i futuri cooperanti, quelli che – per intenderci – diventano funzionari della Banca Mondiale, lavorano nelle Ong del mondo oppure salvano vite nei centri di accoglienza migranti.

Casa Traversari

Casa Traversari | Foto © Giampiero Corelli Fotoreporter

La sede che ospita i corsi di Giurisprudenza a Ravenna, in via Oberdan, è l’ultima tappa di questo percorso ideale tra le sedi dei corsi di laurea ravennati. Si tratta di una porzione del Seminario Arcivescovile, edificio che risale al 1779, anno in cui l’arcivescovo di Ravenna Mons. Cantoni trasferì il complesso seminariale in questo sito occupato fin dal 1560 dal convento dei Gesuiti. A me viene da sorridere a immaginare che qui, negli stessi corridoi dove gli studenti di Legge oggi passano e ripassano tra una lezione e l’altra, fino a poco tempo fa passeggiavano in preghiera i giovani seminaristi in attesa di diventare sacerdoti!

Ecco cosa significa studiare a Ravenna: vivere quotidianamente in un contesto storico artistico fuori dal comune, esattamente come in una cartolina, tra bellezze forse un po’ dimenticate ma ugualmente cariche di fascino e grande suggestione.

E ora cosa aspettate a visitare le nostre sedi e l’università a Ravenna?? Perché le foto rendono, ma dal vivo è molto meglio!

PS. = Le sedi universitarie infatti sono aperte al pubblico e tutti possono entrare e visitarle. Approfittateneee

Valentina Galletti

A cura della Redazione Locale
E-mail: turismo@comune.ravenna.it

Ultima modifica: 30 Dicembre 2020

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