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Gustav Klimt a Ravenna: due viaggi d’oro

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Scrivere di Ravenna e raccontare della sua storia significa anche ripercorrere i passi dei grandi artisti e scrittori che hanno generato nuova bellezza stimolati da quella che hanno scoperto qui.

Dante Alighieri ha scritto ispirato dai nostri mosaici, D’Annunzio ha composto una poesia per il Guidarello, Dario Fo ha riscritto la storia di Ravenna, Borges ha raccontato di Droctulfo, antico cavaliere… La lista di esempi è lunga, e noi di #myRavenna vogliamo provare a raccoglierli tutti.

Oggi andiamo alla riscoperta del valore del nostro patrimonio artistico attraverso la storia di Gustav Klimt. Il celebre artista austriaco, animatore di quella rivoluzione che fu la cosiddetta secessione viennese, nel 1903 fece due viaggi a Ravenna che furono fondamentali per la sua formazione.

Il fatto in sé è piuttosto eccezionale, pare che Klimt fosse un uomo piuttosto ansioso e ipocondriaco e che non amasse allontanarsi da Vienna e intraprendere lunghi viaggi. Eppure di Ravenna non si fece bastare un solo sopralluogo.

Di questi viaggi restano alcune cartoline, spesso inviate alla sua compagna Emilie Flöge. Una di queste accenna al maltempo e alle avversità che aveva dovuto superare (era appena stato a Venezia, dove c’era l’acqua alta), e racconta di una forte pioggia che gli entrava nella stanza.

Ai suoi occhi, Ravenna appariva ancora “molto misera”, forse in confronto alla grande capitale culturale europea che doveva essere Vienna in quegli anni. Quello che però gli interessava davvero del viaggio erano le tessere di mosaici dei monumenti: “di incredibile splendore”.

Gustav Klimt in una foto di Anton Josef Trčka (1913) | Foto © Wikimedia

Il cuore di Klimt a Ravenna fu rubato proprio dalla grandezza artistica ed espressiva degli splendidi mosaici. L’artista era un vero intenditore: quando era ragazzo infatti aveva imparato a padroneggiare i segreti dell’arte musiva alla scuola di arti e mestieri dell’Austria.

L’oro dei mosaici di Ravenna inoltre doveva avergli suscitato il ricordo dell’attività del padre e del fratello, che erano orafi di professione.

Ma perché la scoperta di Ravenna è stata così importante per lui?

Con i due viaggi a Ravenna Klimt ha iniziato a scrivere un capitolo fondamentale della sua carriera artistica, il cosiddetto Periodo d’Oro.

I riflessi aurei dei mosaici ravennati hanno ispirato i più grandiosi quadri di quegli anni, come il famoso Ritratto di Adele Bloch-Bauer del 1907 dove la rosea figura femminile sembra liberarsi con un sospiro dal dorato mondo bidimensionale che le fa da sfondo.

Non ricordano i nostri mosaici, le decorazioni alle sue spalle e quelle del suo vestito?
Molti in lei ravvisano una Teodora! Oltre a questo dipinto, in tanti altri sono riscontrabili le influenze della visita di Klimt a Ravenna: avete forse presente Il bacio?

Gustav Klimt – Ritratto di Adele Bloch-Bauer (1907) | Foto © Wikimedia

C’è un modo per ricordare il passaggio di Klimt a Ravenna. Al MAR Museo d’Arte della città di Ravenna è possibile ammirare un suo disegno: Nudo di donna (1914-1915) è uno dei tanti omaggi dell’artista alla femminilità, da cui tutta la vita fu fortemente affascinato.

Gustav Klimt, Nudo di donna (1914-1915) | Foto © MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna
Chiara  Guerri

Chiara Guerri

Il viaggio è la mia dimensione, l'amore per la scoperta una delle sue forme.

A cura della Redazione Locale
E-mail: turismo@comune.ravenna.it

Ultima modifica: 3 Aprile 2021

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