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Guidarello Guidarelli: storia dell’uomo di marmo

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Qualche tempo fa ho visitato la città con mia madre. Mentre ci incamminavamo verso il museo MAR, non ricordava molti luoghi di Ravenna in cui era stata. Si ricordò di una Pinacoteca, dove aveva visto la statua di un soldato che l’aveva colpita molto. Si trattava del Guidarello Guidarelli!

Sentivo parlare spesso di Guidarello, che sarebbe stato inaugurato proprio il 6 ottobre.

L’aura intorno alla Lastra tombale di Guidarello Guidarelli è percepibile prima che la scultura venga vista.

La suggestione inizia quando si scopre dell’esistenza di una leggenda che lo riguarda: se una ragazza bacia le labbra marmoree del guerriero, si sposerà entro l’anno e, se è già stata maritata, avrà un figlio entro dodici mesi.

Il Guidarello suscita l’interesse di molti altri misteri che lo riguardano. Il primo è legato all’autorialità della statua, che ha fatto sorgere molti dibattiti, mentre il secondo riguarda la storia della sua morte.

Lastra tombale di Guidarello Guidarelli
Lastra tombale di Guidarello Guidarelli | Foto © turismo.ra.it

Chi era quindi Guidarello?

Nato a Ravenna alla metà del XV secolo, venne nominato cavaliere del Sacro Romano Impero nel 1468.

Ai suoi tempi Ravenna era sotto l’influenza veneziana, egli più volte combatté nelle fila della Serenissima, per la quale faceva anche da informatore. In seguito, combatté per Papa Alessandro VI e infine, per il figlio illegittimo Cesare Borgia.

Il  Guidarello combatté a lungo per il controverso Cesare Borgia, che lo nominò anche capitano. Al tempo Cesare era impegnato nella conquista della Romagna, di cui poi il padre lo rese Duca.

Era per una di queste campagne belliche che nel 1501 Guidarello si trovava a Imola quando trovò la morte. A lungo la sua causa restò ignota, e nacquero diverse leggende.

Forse venne fatto decapitare dai Borgia a causa del suo ruolo di informatore per la Repubblica di Venezia, oppure a causa di un duello scoppiato per amore.

Stando ad un frammento ritrovato nel 1930 da Augusto Campana, sembra che, in occasione di un ballo in maschera, il guerriero avesse prestato una camicia ornata d’oro, ad un certo Virgilio Romano e che questi, non volendogliela rendere, si infuriò e lo uccise. Il Duca vendicò poi l’ingiusta uccisione del Guidarello e fece uccidere Virgilio Romano.

Ecco l’antico testo da cui è stata tratta la notizia:

Miser Guidarelo da Ravenna, soldato dignissimo del duca, abiando imprestato una sua camisa a la spagnola, belissima de lavori d’oro, a Virgilio Romano a Imola, per farsi mascara, e non je la volendo rendere e cruzatosi con lui, el ditto Virgilio lo tajò a pezzi e amazollo; el Duca fatollo pjare li fé tajare la testa.

Durante una lunga agonia, Guidarello riuscì a dare disposizioni alla moglie Benedetta Del Sale per il suo rito funebre, chiedendo che una commissione composta da sei umanisti decidesse come investire una somma di 600 ducati per la costruzione della sua tomba. Queste sono le notizie che abbiamo su questo personaggio.

Molti però sono i dubbi che riguardano la sua lastra: non si sa  né chi la realizzò, né quando venne conclusa.

Lo scultore più accreditato è Tullio Lombardo, autore anche della lastra raffigurante Dante nel Monumento a lui dedicato. Nel 1525 gli vennero pagati 350 ducati per il restauro della cappella di San Liberio nella Basilica di San Francesco, dove il sepolcro ebbe collocazione fino alla metà del XVII secolo.

La Basilica di san Francesco (Ravenna)
La Basilica di san Francesco a Ravenna | Foto © turismo.ra.it

Oltre al nome di Lombardo, erano stati fatti altri nomi in precedenza, come quello di Giacomello Baldini o del padre Pietro Lombardo, già attivo a Ravenna.

Negli anni Novanta due storici dell’arte, Andrea Bacchi e Desideria Cavina, hanno sollevato l’ipotesi che il Guidarello possa non essere l’originale, ma una copia di epoca romantica. C’è chi sostiene che l’originale possa essere stato sostituito con una copia in una di queste occasioni.

Xilografia del Quadrarco di Braccioforte, 1900 | Foto © Wikipedia.org

Nel XVII secolo la scultura fu spostata da San Francesco al Quadrarco di Braccioforte, motivo per cui a lungo il cavaliere venne chiamato Braccioforte.

Nell’Ottocento venne poi collocato all’Accademia di Belle Arti, dal quale venne poi rimosso e messo al riparo durante la seconda Guerra Mondiale in una villa in campagna.

Scampato il pericolo, tornò all’Accademia e rimase fino al 1972, quando venne collocato nella Loggetta lombardesca del Museo d’Arte della città di Ravenna.

A cura della Redazione Locale
E-mail: turismo@comune.ravenna.it

Ultima modifica: 1 Marzo 2021

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