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La trafila garibaldina tra Comacchio e Ravenna

La trafila garibaldina tra Comacchio e Ravenna
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la trafila operata nel territorio ravennate da uomini di diversa estrazione sociale per portare in salvo Garibaldi e durante questi giorni convulsi si compie il sacrificio di Anita madre, moglie e compagna, la cui morte rappresenta un episodio di grande commozione e drammaticità, una delle pagine più romantiche e più dolorose, come è stato detto, del nostro Risorgimento.

Garibaldi, sollevando Anita sulle braccia, scese con l’acqua che gli arrivava al petto e, raggiunta la spiaggia, ordinò ai suoi seguaci di disperdersi.

Erano le nove del mattino del 3 agosto 1849 tra Volano e Magnavacca, in una delle isole della laguna di Comacchio. “Io rimasi nelle vicinanze del mare, in un campo di melica, colla mia Anita e col tenente Leggero, indivisibile compagno”.

Da qui inizia la trafila operata nel territorio ravennate da uomini di diversa estrazione sociale per portare in salvo Garibaldi e durante questi giorni convulsi si compie il sacrificio di Anita madre, moglie e compagna, la cui morte rappresenta un episodio di grande commozione e drammaticità, una delle pagine più romantiche e più dolorose, come è stato detto, del nostro Risorgimento.

L’itinerario pellegrinaggio ai luoghi garibaldini in Romagna intende toccare tutti i luoghi più significativi della trafila e si concluderà presso il Capanno GARIBALDI.

Da Ravenna, per la SS 309 Romea, in un’ora circa si raggiunge COMACCHIO (30 Km), ove è consigliato parcheggiare presso l’area `Trepponti’ da dove, a piedi, ci si avvia verso il ponte monumentale Trepponti, attraverso Via delle Botteghe. Soffermiamoci un attimo ad osservare gli scorci che fanno di Comacchio una suggestiva città d’acqua e scendiamo lungo il canale che ci porta al `Museo delle Culture Umane del Delta del Po’ – Sezione Navigazione Antica. Qui, avendo a disposizione un’ora di tempo, è possibile ammirare i reperti della Nave Romana ritrovata anni fa nella zona, e in particolare gli strumenti necessari al governo ed alla manutenzione della nave, gli oggetti di uso quotidiano legati alle necessità dell’equipaggio e il carico commerciale perfettamente conservato: lingotti di piombo, anfore, vasellame.

L’entrata al museo, collocato presso Palazzo Bellini, è in Via della Pescheria numero 2 ( Tel. 0533311316 – Giorno di chiusura lunedì. Prezzo entrata euro 4). Una breve visita alla città ci porta per via Fogli lungo il canale verso la Loggia del Grano (16151680) e la Torre dell’ Orologio, attraverso Piazza XX Settembre fino alla cattedrale di gusto settecentesco, dedicata a San Cassiano.

Si riprende il mezzo al parcheggio e si ritorna a Porto Garibaldi (già Magnavacca, così rinominata in onore dell’eroe che qui fece scalo), si imbocca la Romea con direz. Ravenna. Al km. 12, dopo circa 20 min., di devia sulla destra all’altezza dell’indicazione Mandriole Sant’Alberto ‑ Alfonsine. Dopo circa 600 mt. sulla destra si imbocca via Corriera Antica; dopo circa 500 mt. si svolta a sinistra lungo una carraia -con indicazione turistica marrone – e si giunge al CIPPO DI ANITA, eretto dove la salma di Anita Garibaldi fu sepolta da Battista Ravaglia in una fossa scavata affrettatamente (in una località detta Mota della Pastorara). Successivamente, in occasione di un fortunoso ritrovamento, la salma venne sepolta nel Cimitero di Mandriole e poi nella Chiesa parrocchiale di San Clemente.

Dopo la visita al Cippo, tornati sulla provinciale, dopo appena un centinaio di metri, al n. 286 di Via Mandriole vi è tuttora la Fattoria Guiccioli, ove Anita morì il 4 agosto 1849 alle ore 19.45.

La Fattoria è visitabile: al piano terra sono visibili immagini interessanti di Anita e di Giuseppe e materiale iconografico sulla trafila; al primo piano, è ancora in loco il letto dove Anita spirò.

Orario invernale: dalle ore 9 alle re 16 Estivo: fino alle 18 Il custode, sig. Paride Danesi, è contattabile al cell. 335 6177239.

Sempre proseguendo sulla provinciale, dopo circa 2 Km. Nell’abitato di Mandriole, presso il cimitero e la chiesa parrocchiale, si trova il Sacello di Anita; da qui i resti di Anita vennero trasferiti nel 1859 , su decisione di Garibaldi stesso a Nizza, per poi essere trasportati nel 1932 a Roma e collocati alla base del monumento del Granicolo.

In 10 min. circa, percorrendo a ritroso la Via Mandriole (per circa 3 km) si torna sulla Via Romea e, attraversatala, ci s dirige alla località di Casal Borsetti. Qui si devia sulla destra verso la fraz. di Marina Romea che si raggiunge, attraversato il ponte sul Lamone. E’ consigliata una sosta per ammirare la valle con i suoi isolotti e il suo paesaggio naturale unico, specie al tramonto: è uno spettacolo suggestivo e di sicuro incanto.

Da Marina Romea si torna a Ravenna lungo la Via Baiona, dove ci si ferma per la visita al CAPANNO GARIBALDI. Il Capanno, già detto del Pontaccio, fu il riparo di Giuseppe Garibaldi braccato dagli austriaci durante la sua fortunosa fuga nell’agosto del 1849.

Se si sosta sulla Via Baiona nel parcheggio in prossimità del Capanno, si deve percorrere un breve tratto lungo l’argine della valle, si attraversa il ponte sullo scolo Scipione e ci si incammina per il sentiero che conduce al Capanno. Si consigliano per la visita i mesi di maggio giugno, se si vuole godere del suggestivo spettacolo offerto dalla fioritura delle tamerici.

Si raggiunge in breve quella che la iscrizione definisce `la sacra capanna che ne 1849 tolse alla strage degli erodiani austriaci e di Roma, Garibaldi liberatore, che i battezzati italiani onoreranno come quella di Betlemme, di Nazaret `.

A memoria dell’aiuto ricevuto, lo stesso Garibaldi scrisse alcuni versi, che poi il figlio Menotti donò, sul quaderno autografo dove erano stati vergati, alla Società Conservatrice del Capanno Garibaldi, che tuttora si cura della manutenzione del Capanno.

Volendo trattenersi a pranzo a Comacchio in un dei tanti ristoranti che propongono le specialità di pesce della zona, tra cui il brodetto di anguilla, si può prevedere una partenza da Ravenna verso le 10 del mattino con rientro nel pomeriggio. Una alternativa può essere rappresentata dal pranzo al mare – a CasalBorsetti o a Marina Romea – oppure un un’agriturismo, a Mandriole o a Sant’Alberto.

Pagine a cura della Redazione Locale e-mail Redazione: turismo@comune.ravenna.it

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