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Luoghi, i personaggi e le storie che raccontano l’anima autentica di Ravenna

La Ravenna di Lord Byron, il più eccentrico degli inglesi

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George Gordon Noel Byron, Richard Westall National Portrait Gallery, London
George Gordon Noel Byron, Richard Westall National Portrait Gallery, London
George Gordon Noel Byron,| Richard Westall © National Portrait Gallery, London

George Gordon Noel Byron (1788 – 1824) ebbe una vita molto avventurosa. Nato a Londra da una famiglia nobile, ebbe modo di viaggiare fin da giovane.

Giunse in Italia nel 1816, dove si creò la fama di essere un grande amatore. Delle tante donne che frequentò, quella che ebbe più a cuore fu la ravennate Teresa Gamba Guiccioli.

Si conobbero nella 1819 a Venezia, nel salotto della Contessa Benzoni. Teresa era già sposata con Alessandro Guiccioli, un conte di oltre quarant’anni più vecchio, ma questo matrimonio non impedì i due giovani di lasciarsi andare al sentimento.

Il 9 giugno 1819 fu la prima volta di Lord Byron a Ravenna, dove si recò per poter stare vicino alla sua amata. Così divenne l’amante ufficiale della contessina.

Grazie alla conoscenza di Pietro Gamba, fratello di Teresa, si avvicinò alla setta dei Carbonari, di cui sposò la causa.

Quando nel 1821 il marito di Teresa lo denunciò, dovette lasciare Ravenna. Andò in Grecia per prendere parte alla guerra d’indipendenza dove l’anno successivo trovò la morte.

In due anni di permanenza a Ravenna Byron compose quattro opere drammaturgiche: Caino, Marin Faliero, Sardanapalo e I due Foscari.

Di Ravenna, in una lettera del 1819, scriveva:

Ravenna conserva del vecchio stile italiano più di qualsiasi altra città. Resta fuori dai tragitti dei viaggiatori e quindi quello stile si è mantenuto originale. La gente fa molto l’amore e assassina ogni tanto. Governa il dipartimento un cardinal legato […] al quale sono stato presentato e che mi ha raccontato qualche aneddoto curioso del passato, su Alfieri e su altri.

Se volete ripercorrere le sue tracce, ecco qualche consiglio per andare alla riscoperta dei luoghi di Lord Byron a Ravenna: da quelli che ha vissuto e frequentato, a quelli che hanno ispirato i suoi componimenti.

La Contessa Teresa Gamba Guiccioli
La Contessa Teresa Gamba Guiccioli | Giuseppe Fagnani

La Biblioteca Oriani e Palazzo Guiccioli

Se volete visitare i luoghi dove soggiornò Lord Byron a Ravenna, potete partire dalla Biblioteca Oriani. Qui sorgeva l’Albergo Imperiale dove il poeta soggiornò durante la sua visita a Ravenna nel 1819.

Palazzo Guiccioli (via Conte di Cavour 54) dimora di Alessandro Guiccioli e Teresa Gamba, divenne presto anche la casa di Lord Byron. Al poeta, una volta divenuto amante ufficiale della contessa, vennero affittati gli appartamenti del primo piano del palazzo.

Questo edificio, quando saranno finiti i lavori di ristrutturazione tuttora in corso, diventerà sede della Byron Society e verrà allestito un Museo in sua memoria.

I busti di Teresa Gamba Guiccioli e Lord Byron, oggi alla Biblioteca Classense | Foto © finestresullarte.info

Le Pinete di San Vitale e di Classe

Negli anni che trascorse a Ravenna, Lord Byron amava trascorrere molto tempo nei paesaggi naturali situati nei dintorni della città.

Soprattutto, frequentemente si dedicava a escursioni a cavallo nella Pineta di Classe che gli ispirarono più di un pensiero poetico:

… Dolce ora del crepuscolo!…nella solitudine della Pineta…
sulle rive silenziose cui circoscrive l’immemorabile foresta di
Ravenna che copre quel suolo dove un tempo ruggirono le
onde dell’Adriatico, fino ai luoghi in cui sorgeva l’ultima
fortezza dei Cesari; foresta sempre verde che rendono sacre per
me le pagine di Boccaccio e i canti di Dryden, oh! quanto io
ho amato l’ora del crepuscolo e te!

La Pineta di Classe (Ravenna) | Ph. @ Delio Mancini

Palazzo Cavalli

In via Salara 40, dimora del Conte Cavalli, nel 1820 si tenne una delle feste alla quale partecipò anche Byron.

Quell’occasione passò alla storia perché, quando fu introdotto come il cavalier servente della bella Teresa Gamba, il poeta fece il suo ingresso accompagnato da sette domestici, nove cavalli, tre pavoni, due gatti, un mastino e un’oca.

La Tomba di Dante

Byron si lasciò ispirare dal ricordo del Sommo Poeta italiano, a cui dedicò molte riflessioni.
Nel 1820 si cimentò anche nella traduzione dell’episodio infernale di Paolo e Francesca, la coppia di amanti più celebre della Commedia.

Questo passo testimonia la devozione che la Tomba dantesca suscitava in Byron:

Io passo ogni giorno dove giacciono le ossa di Dante: una
piccola cupola più forbuta che solenne protegge le sue ceneri,
ma è la tomba del bardo, non la colonna del guerriero che quivi
è venerata: tempo verrà in cui, subendo entrambe la stessa

sorte, il trofeo del conquistatore e il volume del poeta
scompariranno nella notte che copre i canti e le guerre anteriori alla
morte del Pelide e alla nascita di Omero.

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RavennaTourism è l'ente ufficiale di promozione turistica del Comune di Ravenna. Ogni giorno la nostra redazione racconta attraverso immagini e contributi di vario tipo la città al di fuori dei luoghi comuni, in un percorso in bilico tra arte, cultura, mare e natura.

A cura della Redazione Locale
E-mail: turismo@comune.ravenna.it

Ultima modifica: 29 March 2021

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