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Comune di Ravenna

I mosaici nelle vie e nelle piazze

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Dal passato al presente, dall’interno all’esterno. Dai monumenti e dai musei più spettacolari alla città viva: a cominciare dalle targhe delle strade del centro, realizzate in mosaico dalla bottega dell’artista mosaicista Annafietta, o le opere d’arredo firmate dagli studenti del Corso di Mosaico del Liceo Artistico Nervi-Severini, come le panchine posizionate in via Salara. Il filo conduttore del mosaico ci accompagna vivace e sempre diverso tra le abitazioni private e le attività del pubblico quotidiano, nelle strade e nelle piazze di Ravenna, in costante dialogo con la vita dei suoi cittadini.

Giocano a nascondino con passanti e turisti le installazioni colorate ispirate al noto videogioco giapponese “Space Invaders”, ad opera dell’artista francese Invader, celebre a Parigi, New York, Bangkok, Marrakech, San Paolo, e che, a Ravenna nel 2015 ha realizzato su commissione, un mosaico di 20 metri quadrati raffigurante Spock al Planetario dei Giardini Pubblici, icona della serie tv di fantascienza Star Trek, in atto di salutare un alieno rosso che sta per invadere la Terra.

Quindi, Invader è poi tornato in incognito per disseminare di almeno un’altra trentina di opere la città, ancora visibili oggi per le strade di Ravenna.

Un progetto di restauro riporterà presto nuovo lustro alle opere esposte dal 1988 nel Parco della Pace di via Marzabotto, un museo all’aperto voluto dall’Associazione Mosaicisti Contemporanei e dal Comune di Ravenna, su progetto di una commissione artistica internazionale, presieduta da Giulio Carlo Argan.

Il progetto è volto a diffondere l’arte del mosaico come messaggio universale di pace e d’amicizia fra i popoli attraverso importanti opere di mosaicisti contemporanei, come Mimmo Paladino, che firma il tappeto in mosaico nel centro del parco, il belga Claude Rahir con la sua opera fontana fatta di materiali provenienti da tutti i Paesi, o la viennese Edda Mally che qui espone il lavoro alto 4 metri Le Ali della Pace.

Arte en plein air anche, in piazza Resistenza, con la bellissima fontana monumentale in mosaico Ardea Purpurea, opera alta 12 metri di Marco Bravura, noto mosaicista di Ravenna. Il mosaico è frantumazione e ricomposizione, in un costante esercizio di ricerca di armonia. Come l’araba fenice, questa fontana celebra, nel suo movimento elicoidale, la rinascita e la vita.

In via di Roma, proprio davanti all’ingresso del Mar (Museo d’Arte di Ravenna), sempre a opera di Marco Bravura, è esposta RotoB., realizzata con gli scarti dell’oro dei mosaici, così come le rotoballe sono fatte con lo scarto del grano.

L’opera musiva è la rivalutazione del recupero come forma d’arte, ma anche un messaggio per il ritorno a una vita più frugale, contro lo spreco e il superfluo.

Monumento musivo alla memoria di un sindaco ravennate particolarmente amato e rispettato per la sua profonda cultura e attività di studio è quello a fianco di Porta Adriana per Pier Paolo D’Attorre (1951-1997), scomparso prematuramente.

L’opera, realizzata su progetto dell’artista Matthias Biehler da Luciana Notturni e i giovani allievi delle scuole per il mosaico di Ravenna, è composta da una semplice panchina ricoperta di tessere musive su cui sembrano dimenticati un soprabito ripiegato ed un libro, anch’essi mosaicati.

In viale Farini, all’interno dei Giardini Speyer, nelle vicinanze della stazione ferroviaria, ecco la Gerusalemme Celeste, realizzata su progetto di Enzo Pezzi dagli allievi del Consorzio Provinciale per la Formazione Professionale e ispirata alle tante raffigurazioni della Città Santa contenute nei mosaici ravennati.

Nel centro storico, all’esterno di imprese, negozi o dimore private, sono infine esposte delle mattonelle decorate a mosaico realizzate nell’ambito di “I Fiori di Ravenna” – “Ravenna città amica delle donne”, progetto promosso nel 2013 dall’associazione Linea Rosa in collaborazione con il Centro Internazionale di Documentazione sul Mosaico del MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna e CNA, con l’intento di unire il mondo del volontariato con quello dell’arte.

Si tratta di opere artistiche di piccole dimensioni con motivi floreali che testimoniano il sostegno di Ravenna alle donne in difficoltà o che subiscono violenza psicologica, economica, fisica, sessuale, assistita, mobbing e stalking.

Nel tempo queste opere sono diventate in città un simbolo di “benvenuto”, rivolto in particolare alle donne, perché si sentano ospiti gradite in un luogo accogliente, e più in generale, a tutti coloro che visitano Ravenna.

Sempre in memoria delle vittime di femminicidio, è esposta in piazzetta Serra anche una scultura, creata, sempre sulla spinta dell’associazione Linea Rosa nel 2009 dagli studenti del liceo artistico Nervi, e restaurata nel 2013 in collaborazione con Udi promozione della campagna “Posto occupato da vittima di femminicidio” all’interno della convenzione No-More“.

informazioni utili

A cura della Redazione Locale
E-mail: turismo@comune.ravenna.it

Ultima modifica: 30 Marzo 2021

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