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Comune di Ravenna

I mosaici nei siti archeologici

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Meravigliosi, per ammirare i capolavori musivi paleocristiani e bizantini, ancora nel contesto per cui vennero realizzati dagli artisti del V e VI secolo d.C., sono i siti archeologici di Ravenna.

A cominciare dal Parco Archeologico di Classe che, oltre alla Basilica di Sant’Apollinare in Classe, la Basilica di San Severo e altri grandi reperti oggi esposti a Classis Ravenna – Museo della Città e del Territorio, comprende il sito archeologico dei primi nuclei di abitato di Classe e dell’Antico Porto.

Nei tempi antichi, la città di Classe era molto più sviluppata di Ravenna ed era stata scelta alla fine del I secolo a.C. dall’imperatore Augusto come sede di un porto di manutenzione e protezione per la sua immensa flotta navale (in latino, appunto, classis).

Ad oggi, la cittadina è una semplice frazione del Comune di Ravenna, da cui dista 8 chilometri, ma in epoca romana era un luogo pieno di vita, circondato da mura e ricco di grandi basiliche paleocristiane.

I resti dell’Antico Porto romano di Classe sono stati trovati molto distanti dalla linea costiera odierna: questo indica che, nel corso dei secoli, l’accumularsi dei detriti portati dai fiumi lungo la costa ha fatto allontanare il mare dalla posizione in cui si trovava in epoca romana. Gli studi hanno portato alla luce le antiche strutture del porto di Classe e i grandi magazzini dove venivano caricate e scaricate le merci provenienti in gran parte dell’Oriente.

Tornando in centro città, sito archeologico “fiore all’occhiello” di Ravenna è la Domus dei Tappeti di Pietra: una ricca dimora bizantina di epoca tardo-imperiale, oggi racchiusa nel sottosuolo della chiesa tardo barocca di Sant’Eufemia.

Costituita da più edifici aggiunti nel tempo, tra il V e VI secolo d.C., la Domus vanta 14 locali sontuosi per 700 metri quadrati di pavimentazione musiva riccamente decorata con forme, personaggi e disegni unici al mondo, come la Danza dei Geni delle Stagioni o il mosaico del IV secolo ribattezzato del Buon Pastore.

Affacciato su via di Roma, invece, a pochi passi da quella che, all’epoca, doveva essere stata la basilica Palatina – poi Basilica di Sant’Apollinare Nuovo – ecco un largo tratto di facciata con torre che alcuni studiosi reputano sia ciò che resta del cosiddetto Palazzo di Teodorico.

Oggi, nella torre, sono conservati diversi esemplari di mosaico rinvenuti nell’area circostante, e quindi presumibilmente provenienti dalla residenza imperiale o da altre dimore nobili.

Sito di grande interesse archeologico e culturale, infine, è quello costituito dai resti dell’antico palazzo signorile in piazza San Francesco, accessibile sia dalla piazza che attraverso la sede della Provincia di Ravenna.

Degni di nota sono soprattutto i mosaici antichi con cui, a fine ‘700 venne decorato, non senza estro e sapienza, il pavimento della cripta di famiglia – la Cripta Rasponi.

La cripta, che non ospitò mai i defunti della famiglia Rasponi, si configura come una cappella gentilizia divisa in tre distinti ambienti, all’interno della quale risalta la magnifica pavimentazione a mosaico del VI secolo proveniente da Classe, dalla distrutta Chiesa di San Severo.

Il pavimento è dunque costituito da un nucleo di frammenti di tappeti musivi diversi, riccamente decorati ciascuno con figure ornamentali e figure di animali, galline, anatre, oche, teste di ariete e serpenti, colti in atteggiamenti spontanei e vivacizzati dall’uso di smalti che ne esaltano la ricchezza cromatica.

La presenza di un tappeto musivo, così originalmente composto, ha quindi ispirato l’idea di valorizzare l’accostamento tra elemento antico e gusto moderno, e il senso costruttivo del dialogo tra passato e presente, con l’allestimento di un’esposizione permanente di 8 opere di altrettanti artisti contemporanei, ispirate alle 4 stagioni e sapientemente inserite nel suggestivo contesto della cripta.

Tra queste, il cinghiale in pietra di Giuliano Babini, quale messaggero dell’autunno dell’Uomo, l’opera Il fantasma dell’estate di Daniele Strada, la scultura di smalto, oro e marmo di Marco De Luca, e i ciottoli di Felice Nittolo.

informazioni utili

A cura della Redazione Locale
E-mail: turismo@comune.ravenna.it

Ultima modifica: 4 Marzo 2021

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