BETA VERSION
Sito Ufficiale di Informazione Turistica
Comune di Ravenna

Piazza dell’Aquila

Piazza dell'Aquila - Ravenna
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp

In passato è stata nota come “piazza della legna”, “del vino e delle granelle”, e anche “foro asinario”, poi venne unanimemente ribattezzata “dell’aquila” perché è qui che, nel 1673, fu trasferita la colonna con in cima un’aquila realizzata nel 1603 e originariamente collocata in piazza del Popolo per onorare il cardinal legato Bonifacio Caetani in segno di gratitudine per il suo impegno a favore di un nuovo ordinamento comunale e del rilancio dell’attività portuale della città.

Secondo il catasto napoleonico − il primo a fornire un quadro complessivo della distribuzione degli immobili urbani − su un totale di 261 botteghe tra città e sobborghi, ben 208 esercizi si concentravano lungo le strade dei due rioni centrali, dell’Aquila e di piazza Maggiore.

Nelle due piazze si svolgevano anche il mercato quotidiano, dove i contadini vendevano i loro prodotti, e quello del sabato, che contava inoltre sulla presenza di artigiani e commercianti anche delle località più vicine, come gli arrotini, ciabattini, pizzicagnoli, lardaioli, pignattari, merciai, peltrari.

Fin dal Medioevo, nel mese di maggio, qui si svolgeva la fiera di merci e pelli, un appuntamento importante per commercianti di altre città: attratti dall’esenzione dal dazio, arrivavano persino fiorentini, veneziani, tirolesi e lombardi.

A fine Ottocento, la piazza assunse la sua denominazione ufficiale: “piazza XX Settembre”, quale celebrazione della presa di Porta Pia e dell’annessione della città di Roma al Regno d’Italia, nel 1870.

L’elemento centrale della piazza, però, rimase la colonna con l’aquila: il basamento in marmo rosa, su cui ancora oggi poggia la colonna, lo stesso che per secoli aveva sostenuto la monumentale statua romana dell’Ercole Orario, detto anche “conchincollo”.

Il lato lungo della piazzetta è occupato dalla facciata di un palazzo, la seicentesca dimora dei Pasolini, antico casato patrizio che ha dato i natali a eruditi, scrittori e personaggi politici di primo piano. La proprietà comprende l’intero isolato e sul retro si apre un parco secolare, tra i più vasti e antichi giardini privati della città.

Sul lato opposto, la piazzetta è chiusa dal retro del Palazzo Comunale, riedificato a partire dal Cinquecento, con un’ala dedicata a ospitare la sede del Magistrato dei Savi, organo esecutivo del governo cittadino. Sin d’allora, attraverso un voltone sotto il palazzo, si raggiunge la piazza Maggiore, oggi del Popolo. Gli affreschi che ne decorano le pareti furono eseguiti da Gaetano Savini nel 1873 e rappresentano ravennati illustri, monumenti e vedute della città.

informazioni utili

A cura della Redazione Locale
E-mail: turismo@comune.ravenna.it

Ultima modifica: 9 Febbraio 2021

TI POTREBBE INTERESSARE

Precedente
Successivo
[uwp_login]