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MAR – Museo d’Arte della Città di Ravenna

Via di Roma, 13 - Ravenna
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Il MAR – Museo d’Arte della Città di Ravenna ha sede nel complesso cinquecentesco della Loggetta Lombardesca (o Loggia del Giardino), il monastero dell’adiacente abbazia di Santa Maria in Porto che, a partire dal periodo delle soppressioni napoleoniche in poi, è stato oggetto di numerose riconversioni d’uso.

Quel che rimane oggi è l’impianto degli spazi e l’elegante loggia a cinque archi, divenuta emblema dell’intero complesso.

Già Pinacoteca Comunale, il MAR nasce come istituzione museale solo nel 2002, rilanciando l’attività culturale ed espositiva della città, affiancando a solidi programmi di conservazione e ricerca, come nel caso del Centro Internazionale di Documentazione sul Mosaico (CIDM), mostre temporanee di forte spessore e interesse.

Il primo nucleo della pinacoteca civica proviene dall’acquisizione nel 1892 delle opere un tempo appartenute alle corporazioni religiose della città, in seguito arricchito da donazioni e lasciti di privati: un tesoro incredibile che più di trecento opere tra dipinti e sculture, e un arco cronologico fissato tra il XIV e il XIX secolo, a cui in seguito si aggiungerà un’ampia rassegna di tavole di piccolo formato del XIV e del XV secolo.

Molto noto è il monumento funebre di Guidarello Guidarelli, realizzato da Tullio Lombardo nel 1525. Fondamentale è il dipinto del 1548 di Giorgio Vasari Compianto su Cristo deposto dalla Croce, commissionato dal monastero di Classe e, sempre su richiesta di quest’ultimo, la grande tela del San Romualdo del Guercino, magnifica per colori e composizione.

Con il tempo la Pinacoteca ha aperto le sue collezioni anche alla modernità. Centrale, nella raccolta contemporanea, un nudo femminile di Gustav Klimt mentre il secondo Novecento è documentato da nomi di tutto rilievo della Pop Art romana come Schifano e Tano Festa, per proseguire con i protagonisti della corrente astrattista, come Veronesi, Boetti, Dadamaino, Olivieri, Castellani, Griffa fino a Mondino e Cattelan.

Il museo ospita inoltre una suggestiva collezione di mosaici contemporanei, il cui nucleo originale fu fortemente voluto nel secolo scorso dallo studioso Giuseppe Bovini per valorizzare la raffinata tecnica dei mosaicisti ravennati e adeguarla allo spirito della pittura contemporanea.

La collezione conta nomi di artisti come Guttuso, Capogrossi, Vedova e Chagall, incaricati nel 1951 di creare dei bozzetti di opere da realizzarsi a mosaico. Vanta inoltre una costante attività di acquisizioni di nuove opere che pur utilizzando un linguaggio di tipo musivo, superano di fatto l’ortodossia della tecnica tradizionale.

Il museo conta anche una febbrile attività didattica al fine di promuovere la conoscenza delle proprie collezioni permanenti e temporanee e avvicinare il pubblico all’arte attraverso la programmazione di eventi, atelier e visite guidate animate.

contatti

FOCUS

La statua di Guidarello Guidarelli

Nato a Ravenna tra il 1450 e il 1460, Guidarello Guidarelli fu nominato cavaliere da Federico III d’Austria nel 1468 e, successivamente, capitano di Cesare Borgia nel 1500. Morì a Imola l’anno successivo.

Secondo un’ipotesi storica, il condottiero sarebbe stato vittima di una vendetta (per il suo ruolo di doppiogiochista) organizzata proprio da Cesare Borgia e compiuta materialmente da Paolo Orsini. Secondo un’altra fonte, più solida, l’omicidio sarebbe avvenuto per un motivo molto futile, ovvero la mancata restituzione di una camicia.

Guidarello fece comunque in tempo a trasmettere le sue ultime volontà, chiedendo che il suo corpo fosse riportato a Ravenna e la sua salma tumulata in un sepolcro della chiesa di San Francesco, nella cappella di San Liberio, assieme agli altri membri della famiglia Del Sale. Così avvenne.

Guidarello aveva anche destinato la somma di 600 ducati alla realizzazione di una scultura per adornare il luogo della sua sepoltura. Inizialmente la lastra poggiava su un’arca antica all’interno della cappella di San Liberio; in seguito fu trasferita nell’area del Quadrarco di Braccioforte, nei pressi della tomba di Dante Alighieri e di altre famiglie eminenti di Ravenna.

Dopo diversi trasferimenti, nel 1972 la tomba fu finalmente spostata al secondo piano della nuova sede del Museo d’Arte della città dove ancora oggi si può ammirare.

Attorno a questa statua resiste una leggenda: se una ragazza bacia le sue labbra marmoree, entro la fine dell’anno si sposerà o, se già maritata, le proprietà taumaturgiche del Guidarello le faranno avere un figlio entro gli stessi dodici mesi.

Nel corso di ultimi due secoli si stima che circa cinque milioni di donne abbiano ceduto alla tentazione di baciare il cavaliere tanto che in passato si decise addirittura di nascondere la statua e sostituirla con una copia, per evitare che i ripetuti contatti potessero danneggiarla. Oggi, in seguito a un restauro di cui è stata oggetto, è vietato avvicinarsi alla lastra e toccarla.

In Europa Guidarello fu conosciuto grazie ai racconti di viaggiatori del Grand Tour. Ne scrisse persino Louise Colet, compagna dello scrittore francese Gustave Flaubert.
Riproduzioni del Guidarello sono esposte in diverse parti del mondo: al South Kensington Museum di Londra, al Museum of Fine Arts di Boston e in quello di Buenos Aires.

Di Guidarello scrisse anche Gabriele D’Annunzio nel suo componimento Ravenna:

RAVENNA, Guidarello Guidarelli
dorme supino con le man conserte
su la spada sua grande. Al volto inerte
ferro morte dolor furon suggelli.

Chiuso nell’arme attende i dì novelli
il tuo Guerriero, attende l’albe certe
quando una voce per le vie deserte
chiamerà le Virtù fuor degli avelli.

Gravida di potenze è la tua sera,
10tragica d’ombre, accesa dal fermento
dei fieni, taciturna e balenante.

Aspra ti torce il cor la primavera;
e, sopra te che sai, passa nel vento
come pòlline il cenere di Dante.

Altre informazioni

Orario

In osservanza a quanto stabilito con ordinanza del Ministero della Salute, da lunedì 22 febbraio 2021 i luoghi della cultura italiani rimangono temporaneamente chiusi al pubblico fino a nuove disposizioni

Chiusura

Sabato, domenica e festivi

Tariffe

Collezione parmenente
Intero: 6€
Ridotto e gruppi: 5€
Ingresso gratuito per disabili e accompagnatori, insegnanti con scolaresche, giornalisti e guide turistiche

Mostra “Paolo Roversi – Studio Luce”
Intero: 9€
Ridotto e gruppi: 7€
Studenti e insegnanti: 5€

Accessibilità

Il Museo mette a disposizione delle persone affette da disabilità un ascensore e una rampa di discesa per il quadriportico.

Come Arrivare

Centro storico, nelle vicinanze della Basilica di S. Apollinare Nuovo, del Planetario, del Palazzo (cosiddetto) di Teodorico e della Chiesa di Santa Maria in Porto.
Parcheggio bus m. 150 (bus n. 4) in via Santi Baldini, parcheggio auto via di Roma m. 50

NeLLE VICINANzE

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