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Comune di Ravenna

Cimitero monumentale

Via Cimitero, 166 - Ravenna
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Il Cimitero Monumentale di Ravenna sorge sulla riva del canale Candiano, a tre chilometri dal centro della città, e fu fatto costruire dal Comune di Ravenna a partire dal 1817.

Iniziato nel 1879 dall’ingegner Romolo Conti sul modello delle certose lombarde, è realizzato in mattoni rossi (a simboleggiare la terra). Tutt’attorno un ampio giardino adornato di decori in ceramica, collocati su ovali di colore blu (a simboleggiare il cielo), che incorniciano le alte volte a crociera e a botte del calpestio del porticato principale. Nel suo sistema di chiostri, celle e sale, vi trovarono sepoltura tutti i grandi nomi della ricca borghesia ottocentesca.

Dal punto di vista architettonico, la struttura presenta due piani sovrapposti, che riflettono la divisione in classi sociali del tempo: al piano superiore, sotto gli ampi porticati, trovano spazio monumenti funebri che sono vere e proprie opere d’arte. Al piano inferiore invece, nel sotterraneo illuminato dalla scarsa luce che penetra da finestre a forma di oblò, troviamo le sepolture di personaggi di classe sociale inferiore.

A descriverne l’atmosfera di struggente rapporto con la memoria e di colta nostalgia per un passato che è individuale, ma nello stesso tempo corale, perché raccolta di storie pubbliche e private, illustri e comuni, di un intero secolo, è nella “Guida di Ravenna” l’allora Sovrintendente Corrado Ricci:

“Vasto, solingo, pieno di poesia è il luogo scelto dal Comune di Ravenna nel 1817 per farvi il cimitero. Sulle rive del canale Corsini o Candiano, a tre chilometri dalla città, ha dietro il bosco dei pini, poi larghe stese solcate da canali, poi il mare”.
Corrado Ricci (La Guida di Ravenna, 1923)

Una bella immagine, quella offerta da Corrado Ricci, influenzata senz’altro dal fatto di avere un padre maestro di fotografia monumentale, una pratica, quasi magica, con cui raccontò soprattutto il suo amore per Ravenna. A Luigi Ricci, anche abile decoratore, si deve l’ideazione dell’ornato (cui resta il progetto grafico presso la Biblioteca Classense) del monumento eretto per Giuseppe Rava, uomo politico ravennate morto nel 1879 e padre di Luigi, senatore del Regno, noto per essere stato il promotore della prima legislazione italiana sulle antichità.

A eseguirlo sul monumento Memoria Rava fu invece Stefano Fenati, scultore e intagliatore ravennate molto attivo sul finire del XIX secolo, che fu inoltre l’autore di alcune delle migliori sculture sepolcrali qui presenti.

Sono stati effettuati recenti lavori di consolidamento e conservazione della struttura da parte del Comune di Ravenna. Solitamente è aperto dalle 6.30 alle 19 nei mesi invernali, mentre in estate è aperto dalle 7 alle 18.

informazioni utili

A cura della Redazione Locale
E-mail: turismo@comune.ravenna.it

Ultima modifica: 4 Febbraio 2021

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