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Comune di Ravenna

Basilica di Sant’Agata Maggiore

Via Mazzini, 46 - Ravenna
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Situata nel centro storico di Ravenna, poco distante dalla Basilica di San Francesco e dalla Tomba del Sommo Poeta, la Chiesa di Sant’Agata è una delle più antiche della città. Fu edificata nel V secolo, probabilmente per volere del vescovo Pietro II (494-519), elemento che si evince dal fatto che nella navata centrale si trova il suo monogramma.

Tuttavia, si ritiene che il vero fondatore sia stato il vescovo Giovanni I (477-494), e che, poi, l’intero complesso sia stato portato a compimento nel secolo successivo grazie al contributo economico del banchiere Giuliano l’Argentario.

In seguito a un terremoto dell’aprile 1688, l’intera struttura venne rinforzata e il pavimento, che originariamente era a circa 2,50 metri al di sotto dell’attuale, venne rialzato. Tra la sede stradale di via Mazzini e la facciata della chiesa, si trova dunque, ancora a livello più basso, un giardino quadrangolare, anche camposanto fino al Cinquecento, che ricalca il perimetro dell’antico quadriportico di cui si vedono ancora i resti delle colonne.

Qui si trovano quattordici antichi sarcofagi, originariamente conservati all’interno della chiesa. Il più antico risale al VI secolo ed è situato, subito entrando, a destra dell’ingresso; al centro di esso si trova scolpita una grande croce, che ricorda quella raffigurata nel soffitto del battistero degli Ariani.

L’interno della basilica è suddiviso in tre navate, di cui la centrale più alta e più ampia rispetto alle due laterali, separate da due serie di colonne di spoglio con capitelli corinzi del VI secolo. In fondo alla navata centrale, di altezza e sezione minori, si trova la grande abside. Sull’altare un quadro di Luca Longhi che raffigura le sante Agata, Caterina e Cecilia.

Purtroppo, la decorazione musiva che adornava l’abside è andata totalmente perduta, sempre a causa del sisma del 1688, eccetto che per alcuni frammenti negli intradossi delle finestre. Grazie a un disegno di Padre Pronti, è però giunta fino a noi una raffigurazione del mosaico absidale che si divideva in tre fasce orizzontali. In quella inferiore erano raffigurati dei sacerdoti ai lati del vescovo Giovanni, che celebrava la messa su un altare quadrato, simile ad un’ara pagana.

Al lato dell’ara, vi era un angelo avvolto da nubi con un calice in mano, pronto per portare l’offerta del popolo a Dio, mentre, tra le finestre, erano raffigurate delle colonne, simili a quelle che intervallano le finestre dell’abside di San Vitale. Il catino era occupato infine dalla figura del Cristo benedicente assiso in trono, avvolto da un ampio manto scarlatto, fra due arcangeli in candide vesti.

In sostituzione del mosaico, l’abside, ormai disadorna, fu arricchita di suppellettili barocche, ma venne poi riportata in purezza dai poderosi interventi di restauro condotti nei primi anni del Novecento, sull’intero complesso, dal Soprintendente ai Monumenti della Romagna, Giuseppe Gerola (1877-1938), tesi a ripristinare l’atmosfera dello stile paleocristiano.

Gerola volle eliminare tutti gli abbellimenti dell’abside e al portale centrale, aggiunse nel 1913 il pregevole protiro in pietra bianca, proveniente dalla ex Chiesa di San Niccolò, coevo della torre campanaria, e la sovrastante bifora.

Collocata davanti al prospetto della navata destra si erge una torre campanaria di forma cilindrica risalente al 1560, che poggia su un basamento conico e che si apre all’esterno con quattro bifore sorrette da colonnine. Contemporaneamente all’edificazione della torre campanaria, furono installati, nelle navate laterali, i quattro altari rinascimentali. Nel corso dei bombardamenti del 1944, andarono distrutti anche l’abside e gli affreschi rinascimentali della parte inferiore.

Il suo antico aspetto è stato recuperato soltanto in questi ultimi 60 anni, anche con il rifacimento di tetto e pavimento.

CONTATTI

  • +39 0544 31327

informazioni utili

Orario

A causa dell’Emergenza Covid-19, la chiesa potrebbe essere chiusa al pubblico.
Si consiglia di chiamare il numero +39 0544 31327 per avere informazioni sulla sua apertura

Tariffe

Ingresso gratuito

Accessibilità

Non accessibile ai disabili

Come Arrivare

Zona pedonale, fermata bus a m. 100

Parcheggio pullman e auto a m. 100

A cura della Redazione Locale
E-mail: turismo@comune.ravenna.it

Ultima modifica: 4 Febbraio 2021

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