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Le Colonne di Piazza del Popolo

Piazza del Popolo - Ravenna
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Nel 1441, nell’allora piazza del Comune, oggi piazza del Popolo, intervennero i Veneziani che, per rimarcare il potere sulla città, fecero allargare e pavimentare la piazza e introdussero alcune caratteristiche dell’arte veneziana, come le due colonne in granito, sulla vetta delle quali posero la statua di Sant’Apollinare, patrono di Ravenna, e il Leone di San Marco.

Le due colonne, realizzate da Pietro Lombardo (padre di Tullio, autore della statua del Guidarello), molto simili a quelle che sorgono in piazza San Marco a pochi passi dalla Laguna, dovevano essere una citazione a Venezia e, allo stesso tempo, delimitare la piazza verso il corso del Padenna.

In uno dei due basamenti circolari delle colonne troviamo un ciclo di bassorilievi con i dodici segni zodiacali e un elemento in più raffigurante l’Ofiuco, detto anche il Serpentario, che potrebbe essere proprio il 13° carattere dello Zodiaco, ma di fatto è l’unica costellazione attraversata dall’eclittica che non ha dato il nome a un segno zodiacale. Citato sin dai tempi di Tolomeo, l’Ofiuco raffigura un uomo possente, forse Asclepio, che tiene a bada un serpente enorme.

Sotto l’iscrizione che conferma la paternità dei basamenti e recita “Opus Petri Lombardi 1483” è anche raffigurato un Ercole Orario, detto dai ravennati anche Conchincollo − “conca in collo” − miniatura di una grande statua di Ercole fatta erigere dall’Imperatore Claudio, che la tradizione colloca nel cuore della città.

La statua originaria rappresentava Ercole che, inginocchiato per il gran peso, sorreggeva un quadrante sotto forma di semisfera, sopra la quale era conficcato lo stilo da cui si dipartivano le linee orarie.

La statua fungeva quindi da orologio solare che segnò il tempo dei cittadini di Ravenna fino a quando crollò, nel 1591, a causa di un terremoto. Alcune parti della statua originaria sono conservate al Museo Nazionale di Ravenna altre, invece, furono utilizzate per realizzare la base della colonna che, così, ne porta memoria.

L’anno in cui il pontefice Giulio II prese possesso della città vennero fatte sparire le insegne della Serenissima e il leone fu sostituito da una statua di San Vitale, opera di Clemente Molli. Sulla superficie di questa colonna è ancora visibile l’orologio “a linea meridiana”, realizzato prima dai veneziani e successivamente inciso nel 1793.

Esso serviva per indicare il mezzogiorno solare di Ravenna con le corrispondenti ore italiche, cosiddette “da campanile”, a quel tempo in uso, ma anche per regolare l’orologio pubblico della piazza – meccanico – fatto costruire per la prima volta dai Da Polenta.

Dopo il restauro del 1868, la meridiana rimase senza gnomone a causa della presunta inesattezza dell’orario segnato, con riferimento soprattutto a solstizi ed equinozi.

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