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Chiesa di San Nicolò

Via Rondinelli, 2 - Ravenna
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Venne edificata nella seconda metà dell’XI secolo come nuova sede locale dell’ordine dei frati agostiniani, per celebrare San Nicola (o Nicolò), patrono di Bari (Patara di Licia, 15 marzo 270 – Myra, 6 dicembre 343), in sostituzione di un precedente oratorio dell’VIII secolo, chiamato San Nicolò dei Britti o in Vineis.

Sembrerebbe che il soffitto originario fosse a carena su capriate, ma, nel XIV secolo, la chiesa venne ricostruita e per poi essere nuovamente restaurata nel XVI secolo, periodo durante il quale fu aggiunto il campanile. Da allora mantiene la sua struttura, impostata su un’unica navata con abside poligonale, caratterizzata da uno stile architettonico di gusto gotico, coperta da una volta a crociera.

Gli interventi pittorici più importanti al suo interno furono quelli del “Maestro San Nicolò” che nella seconda metà del Trecento dipinse le storie di San Giorgio, e quello di Cesare Pronti, allievo del Guercino, che, a fine Seicento, decorò le cappelle di Santa Monica e Sant’Agostino, e sette pale d’altare.

Forse intorno al 1783, al ravennate Camillo Morigia (1743-95) furono affidati lavori di restauro all’adiacente convento di S. Nicolò.

Dal 1866 la chiesa è stata sconsacrata e adibita a diversi usi: scuderia poi rimessa militare, quindi deposito e persino calzaturificio.

Dal 1983 è stata acquistata dal Comune e restaurata. Con un notevole intervento di riqualificazione dal 2012 la chiesa è diventata spazio espositivo del Museo Tamo – Tutta l’Avventura del Mosaico, con ben sette sezioni dedicate all’arte musiva.

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