
La compagnia sviluppa il proprio percorso intrecciando alla ricerca del "nuovo" la lezione della Tradizione teatrale: il drammaturgo e regista Martinelli scrive i testi ispirandosi agli antichi e al tempo presente, pensando le storie per gli attori, i quali diventano così veri e propri co-autori degli spettacoli. Nel 1988 la compagnia acquisisce al suo interno dei griots senegalesi. La formazione diventa afro-romagnola, e pratica un originale meticciato teatrale che coniuga drammaturgia e danza, musica e dialetti, invenzione e radici. Gli spettacoli, da Ruh. Romagna piu'africa uguale (1988) a All'inferno! (1996), da I Polacchi (1998) al Sogno di una notte di mezza estate (2002), da Salmagundi (2004) a La mano (2005), valgono alle Albe premi e riconoscimenti, nazionali e internazionali, evidenziando una poetica rigorosa, raffinata e emozionante, capace di restituire alla scena la sua antica e potente funzione narrativa.
Nel 1991 le Albe hanno dato vita a RAVENNA TEATRO, "Teatro Stabile di Innovazione". Ravenna Teatro si è posto fin dall'inizio come "stabile corsaro", portando avanti con il sostegno del Comune di Ravenna un'originale pratica di "coltura" teatrale della città, intrecciando le programmazioni del NOBODADDY al Teatro Rasi, cantiere del "nuovo", e la stagione del Teatro Alighieri, "teatro di tradizione". www.teatrodellealbe.com
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