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Lord George Byron a Ravenna

Il poeta George Gordon Byron era uno spirito libero e inquieto e nella primavera del 1819, presso il salotto della Contessa Benzoni a Venezia, conobbe Teresa Gamba, giovane rampolla di una famiglia patrizia di Ravenna. Teresa aveva 19 anni ed era stata data in moglie al conte Alessandro Guiccioli, di oltre quarant'anni più vecchio, anche lui ravennate.

Tra Byron e Teresa nasce una forte attrazione sia fisica che spirituale e, il 9 giugno di quell'anno il poeta arriva per la prima volta a Ravenna, prendendo alloggio presso l'albergo Imperiale che sorgeva dove oggi c'è la moderna Biblioteca Alfredo Oriani (in via C. Ricci) a pochi metri dalla Tomba di Dante.

Il Lord ritorna a Ravenna nell'inverno successivo e, a un veglione carnevalesco in casa del Conte Cavalli (via Salara) si presenta come "cavalier servente" della Contessina Teresa, in pratica l'amante ufficiale. La figura del "cavalier servente" era in auge già da secoli e accettata in pratica da tutti, marito compreso. Difatti è lo stesso Conte Guiccioli ad affittare a Byron il primo piano del suo Palazzo nell'odierna centralissima via Cavour.

Byron vi entra accompagnato da ben sette domestici e da un vero e proprio zoo ambulante: nove cavalli, un bulldog, un mastino, due gatti, tre pavoni e un'oca che gli era stata regalata per il pranzo di Natale, ma che il poeta aveva risparmiato. Dopo poco, per un certo periodo di tempo, lo raggiunge l'amico Shelley.

A Ravenna George Byron impiega il suo tempo scrivendo, cavalcando nella Pineta di Classe e nella Pineta di San Vitale, amoreggiando con Teresa, ma sopratutto trescando con suo fratello Pietro Gamba per un motivo che gli aveva acceso la fantasìa: la nascente setta dei Carbonari.

Byron era un eccellente pistolero e di fatto diventa il maestro d'armi dei Cacciatori Americani, il gruppo carbonaro fondato a Ravenna da Pietro e che si radunava a far prove di tiro in pineta.

Si avvicina infatti il 1821, anno in cui i Carbonari pensavano di sollevarela Penisolae scacciare i vari signori e potenti, con in testa il Papa. Ma i moti saranno un fallimento.

Byron aveva fatto della cantina di Palazzo Guiccioli un arsenale e questo non piacque al vecchio Conte, che pensò bene di denunciare alle autorità l'ormai ingombrante ospite in cambio di un sostanzioso colpo di spugna sulle gravose tasse che l'erario papalino pretendeva in alternativa alla restituzione delle sue vecchie terre ai tempi di Napoleone.

Nel novembre del 1821 Byron, Teresa e Pietro fuggono a Pisa e poi a Livorno; nel 1823 il Lord lascerà l’Italia sposando la causa della guerra in Grecia.

In due anni di permanenza a Ravenna Byron partorì quattro grandi capolavori drammaturgici: Caino, Marin Faliero, Sardanapalo e I due Foscari, più alcuni brani del Don Giovanni, la Profezia di Dante e il Lamento del Tasso.

Pressola Biblioteca Classensesono visibili alcuni cimeli della storia d’amore fra il poeta e la contessina, come lettere, ciocche di capelli...

Palazzo Gamba è sede privata, mentre Palazzo Guiccioli, ora visibile solo in esterno, sarà presto restaurato e fruibile al pubblico.

Pagine a cura della Redazione Locale

e-mail Redazione: turismo@comune.ravenna.it

Data ultima modifica: 07/05/2013

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