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Ravenna Romana

La storia della città è assai poco nota fino agli ultimi anni del III sec. a.C., quando Ravenna entrò nell'orbita di Roma come civitas foederata.
Per i Romani Ravenna rappresentava un punto strategico di grandissima importanza: essa era da più parti isolata dalla terraferma grazie alla presenza delle paludi, una difesa naturale non indifferente, e allo stesso tempo aveva accesso diretto al mare, da dove poteva ricevere rifornimenti e rinforzi.

Non è nota l'età esatta in cui i Romani si impadronirono della città, ma è sicuro che la prima flotta romana attestata fu quella di Metello, legato di Silla, che vi sbarcò probabilmente nell'82 a.C., quando la città venne insignita della cittadinanza romana.

Eletta da Cesare come suo quartiere generale, durante le trattative con il senato, Ravenna vide dei primi lavori nella zona del porto già nel 49 a.C., presumibilmente per ragioni militari. Il Porto di Classe ebbe di fatto origine e grande potenziamento a opera di Ottaviano Augusto, che, per difendere l'Adriatico e i mari del Vicino Oriente, stanziò qui una flotta pretoria composta da 250 navi. L'imperatore volle che il grande porto militare fosse unito al ramo meridionale del fiume Po tramite un largo canale, la Fossa Augusta, che prima di giungere a Ravenna, si divideva in due rami: il primo girava intorno alle mura, rafforzando le difese della città; l'altro scorreva tra le abitazioni, agevolando così l'attività commerciale.

La città in quell'epoca si presentava con una struttura topografica singolare, essendo formata da isolotti collegati tramite ponti, e quindi accessibile solo via mare.

Il forte sviluppo economico, a seguito dell'incremento dei commerci, ebbe come diretta conseguenza l'aumento della popolazione e il successivo ampliamento urbanistico della città, che portò la pianta di Ravenna a svilupparsi secondo un perimetro quadrangolare, seguendo la struttura degli antichi oppida municipalia (città fortificate).

La cinta muraria, innalzata o forse restaurata da Claudio nel 43 d.C. nel primo anno del suo impero, presentava diverse porte di accesso alla città, tra le quali sicuramente la Porta Aurea, sulla cui fronte correva l'iscrizione che ricordava il suo nome dell'imperatore stesso (Tiberius Claudius). Quest'ultima, dotata di due aperture d'accesso e fiancheggiata da altrettante torri cilindriche, fu riprodotta nel sigillo medievale della città e nei disegni di alcuni architetti rinascimentali, tra cui il Palladio e il Sangallo, fino al 1582 quando fu demolita dai Veneziani per fornire del semplice materiale da costruzione.

All'inizio del II sec. d.C. l'imperatore Traiano dotò Ravenna di un acquedotto in quanto la città era priva di acqua potabile. Le acque appenniniche furono convogliate seguendo il corso del Ronco, nel cui alveo, in occasione della diversione del fiume, furono rinvenuti nel 1735 alcuni piloni e archi appartenenti all'antico acquedotto.

Ravenna, ancor prima del II sec. d.C. cominciò a estendere le sue costruzioni al di fuori dell'oppidum municipale, in quella zona che poi fu chiamata Regio Caesarum.

Pagine a cura della Redazione Locale

e-mail Redazione: turismo@comune.ravenna.it

Data ultima modifica: 26/04/2017

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