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Ravenna Romana

La storia della città è assai poco nota fino agli ultimi secoli del III sec. a.C., quando Ravenna entrò nell'orbita di Roma come civitas foederata.
Per i Romani Ravenna rappresentò un punto strategico di grandissima importanza: essa era da più parti isolata dalla terraferma grazie alla presenza delle paludi, che rappresentavano una difesa naturale non indifferente, ma allo stesso tempo aveva diretto acceso al mare da dove poteva ricevere rifornimenti e rinforzi.
L'età esatta in cui i Romani si impadronirono di Ravenna non si conosce, ma è sicuro che la prima flotta romana di cui a Ravenna sia attestata la presenza fu quella di Metello, legato di Silla, che vi sbarcò nell'82 A.C., forse, periodo in cui fu insignita della cittadinanza romana.

La città fu scelta da Cesare come suo quartiere generaledurante le trattative con il senato che forse, per ragioni militari, fece compiere qualche lavoro al porto. Il Porto di Classe ebbe origine e grande potenziamento ad opera di Ottaviano Augusto, che per meglio difendere l'Adriatico e i mari del vicino Oriente, volle farlo stanza d'una flotta pretoria composta di 250 navi, diventando la principale base della flotta del Mediterraneo centrale. Da allora in poi la vita di Ravenna fu accentrata intorno al porto e alla flotta, il cui comandante era l'uomo più prestigioso della città. Erano fiorenti i traffici (esportazione di asparagi, di pesce e di legname, proveniente dall'Italia settentrionale) e l'industria (cantieri navali).

Il Porto sorse a circa 4 Km. a sud-est della città, il suo vasto bacino fu ricavato nella zona in cui prima era presente la più recente catena di dossi dunosi che aveva iniziato a spostarsi dall'antico cordone litoraneo.
L'imperatore Ottaviano Augusto volle che il grande porto militare fosse unito attraverso un largo canale al ramo meridionale del Po. Tale canale è la Fossa Augusta, che prima di giungere a Ravenna forse si divideva in due rami: uno girava intorno alle mura, rafforzando la difesa della città; l'altro scorreva in mezzo alle abitazioni, agevolando così l'attività commerciale.

La città in quell'epoca si presentava con una struttura topografica veramente singolare, in quanto era formata da isolotti collegati fra di loro da diversi ponti.
Il forte sviluppo economico ebbe come conseguenza l'aumento della popolazione e l'ampliamento urbanistico.
Come gli antichi oppida municipali (città fortificata), anche quello di Ravenna ebbe un perimetro quadrangolare.
Nella cinta muraria, innalzata o restaurata da Claudio nel 43 d.C., primo anno del suo impero, si aprivano due porte che furono denominate in epoca posteriore una Porta Salustra e l'altra Posterula Latronum.
La Porta Aurea è sicuramente claudiana, perché sulla fronte di essa correva l'iscrizione che ricordava Tiberius Claudius; essa presentava due aperture ed era fiancheggiata da due torri cilindriche; la porta è riprodotta nel sigillo medievale della città e nei disegni di alcuni architetti rinascimentali, fra questi il Palladio e il Sangallo.

Le due torri cilindriche furono abbattute dai Veneziani sullo scorcio del XV secolo, la porta vera e propria fu demolita nel 1582 per fornire del semplice materiale da costruzione. All'inizio del II sec., Traiano fece costruire un acquedotto in quanto la città era priva di acqua potabile. Le acque appenniniche furono convogliate dalla zona di Teodorano verso Ravenna seguendo il corso del Ronco, nel cui alveo, in occasione della diversione del fiume, si rinvennero nel 1735 alcuni piloni ed alcuni archi appartenenti all'antico acquedotto.
Ravenna, ancor prima del II sec. dopo Cristo, incominciò ad estendere le sue costruzioni al di fuori dell'oppidum municipale, in quella zona che poi fu chiamata Regio Caesarum.

Pagine a cura della Redazione Locale

e-mail Redazione: turismo@comune.ravenna.it

Data ultima modifica: 02/08/2016

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