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Ravenna Medievale

Nella seconda metà del VI secolo, contemporaneamente alla formazione dell'esarcato d'Italia, Ravenna conobbe un periodo di rinnovato splendore. La posizione della città come avamposto dell'Impero d'Oriente conferì alla sua Chiesa e all'arcivescovo un ruolo di primaria importanza andando a incidere sia sul tessuto sociale, politico e culturale della città, sia anche su quello dell'intera Italia bizantina, tanto da ottenere, agli inizi del VII secolo, l'indipendenza dalla chiesa di Roma.

Nell'VIII secolo la città fu conquistata prima dai Longobardi e, successivamente, dai Franchi che decisero di donarla alla chiesa di Roma. Durante la loro dominazione Ravenna ricevette la visita di Carlo Magno in ben due occasioni: nel 787 (presenza testimoniata da un'iscrizione su lastra conservata presso il Museo Arcivescovile) e nell'800 durante il tragitto verso Roma, dove sarebbe stato incoronato imperatore del Sacro Romano Impero.
In seguito alla sua morte e alla frammentazione dell'impero carolingio, emerse l'aristocrazia cittadina e rurale che si era arricchita a partire dall'età esarcale: si trattava di dinastie di duchi ai quali, attraverso titoli e attribuzioni feudali, gli arcivescovi affidarono il governo della Romagna fino alla nascita del Comune.


All'indomani della riforma gregoriana e dalla lotta per le investiture, sopraggiunse il potere comunale la cui prima attestazione risale al 1109, quando risulta attivo un collegio consolare costituito dai membri delle famiglie più in vista della città.

All'interno dell'aristocrazia locale si formarono diverse fazioni. Inizialmente prevalsero i Traversari, cui susseguirono i Polentani, di cui è particolarmente nota la figura di Guido Novello, che ospitò Dante Alighieri negli ultimi anni della sua vita. Tra le testimonianze materiali di questa famiglia si ricordano Palazzo Lovatelli, la Casa detta dei Polentani (conosciuta anche come "casa di Francesca") e Casa Traversari.

La nascita del Comune non portò però a Ravenna quel decollo economico e demografico che invece aveva caratterizzato altri centri urbani: il circuito murario rimase invariato per tutto il periodo medievale e la città si organizzò secondo una suddivisione a zone, sovrapponendo in verticale strutture entro uno spazio chiuso.

Pagine a cura della Redazione Locale

e-mail Redazione: turismo@comune.ravenna.it

Data ultima modifica: 25/01/2017

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