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Ravenna Capitale

La storia artistica e politica di Ravenna visse un momento di rinnovato splendore quando Onorio, all'inizio del V sec. (402-403 d.C.), la elesse come nuova capitale dell'Impero d'Occidente, dopo essere stato costretto ad abbandonare Milano sotto la spinta dell'invasione dei Visigoti.

La città assunse l'aspetto regale e fastoso d'una residenza imperiale: sorsero magnifiche costruzioni civili e religiose interamente rivestite da mosaici, come la grande Basilica Ursiana e l'attiguo Battistero Neoniano, la Chiesa di Santa Croce e il Mausoleo di Galla Placidia, la Chiesa di San Giovanni Evangelista e quella dedicata agli Apostoli, oggi San Francesco; inoltre venne ampliato nuovamente il circuito delle mura.

Le vicende dell'Impero d'Occidente si conclusero con l'entrata a Ravenna di Odoacre, che nel 476 d.C. alla morte di Paolo, zio di Romolo Augustolo, divenne il primo barbaro ad assumere il titolo di re in Italia. Il regno di Odoacre tuttavia non era destinato a rimanere a lungo, e verso l'ultimo decennio del V secolo Teodorico, re degli Ostrogoti, raggiunse i pressi di Ravenna. Dopo tre anni di assedio, nel 493 d.C., Teodorico costrinse Odoacre a scendere a negoziati: nonostante la promessa di avere salva la vita, dopo dieci giorni, accusato di insidie, fu ucciso nel Palazzo del Laureto.

Teodorico assunse prima il titolo di Dominus, poi quello di Rex, e fu un sovrano saggio e illuminato. Diede grande impulso all'attività edilizia, intraprese importanti lavori di bonifica delle paludi circostanti e restaurò l'acquedotto traianeo; alcune fistulae plumbee (tubi per condurre le acque) ritrovate nel 1938 recano ancora l'iscrizione a rilievo: D(omi)n(us) Rex Theodoricus civitati reddidit.

Fra gli edifici innalzati in questo periodo è da ricordare la residenza di Teodorico, il Palatium, il cui aspetto esterno è ritratto nel mosaico alla parete destra di Sant'Apollinare Nuovo.

Teodorico era di fede ariana, come il suo popolo, e per questo motivo fece erigere luoghi di culto preposti alla sua dottrina: l'Anastasis Gothorum, oggi Chiesa dello Spirito Santo, in funzione di cattedrale; il Battistero degli Ariani e la stupenda basilica dedicata inizialmente al Salvatore, oggi Sant'Apollinare Nuovo.

Infine, nel 540 d.C. Belisario, generale di Giustiniano, assediò Ravenna, facendo passare la città sotto il dominio bizantino, di cui nel 554 d.C. divenne prefettura. Poco dopo Giustiniano emanò un celeberrimo editto, tramite il quale concesse tutti i beni immobili degli ariani ai cattolici: il Battistero fu trasformato in Chiesa di Santa Maria e la Basilica del Salvatore fu dedicata al Vescovo San Martino, che aveva combattuto strenuamente gli eretici. Risalgono a questo periodo le Basiliche di San Vitale (iniziata sotto i Goti ma terminata sotto i Bizantini) e Sant'Apollinare in Classe.

Pagine a cura della Redazione Locale

e-mail Redazione: turismo@comune.ravenna.it

Data ultima modifica: 11/04/2017

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